• Giorni fa, facendo girare la sacrosanta domanda (non mia) “Esiste un modo per dare a WhatsApp una rubrica finta o parziale?” ho incontrato commenti come questi: “chiunque cerchi di filtrare quale contatto da’ a Whatsapp, e quale no, cerca di fare una cosa senza rendersi conto della funzione di WhatsApp stesso” “cercare di non dargli tutta la rubrica, ma solo una parte è voler esser un pò taccagni, cercare di aver il controllo su qualcosa, che… si è già perso, quelle informazioni.
  • Care TUTTE le mie conoscenze che  ”io di computer non ci capisco niente, e non riesco nemmeno a spedire un allegato via email, dammi tu una mano” (cit.) “io so usare SOLO Facebook e WhatsApp, e ho pure speso 500 Euro di smartphone per farci SOLO quello”, quindi come posso non avere le competenze per asserire con serena certezza che… “io non ho nulla da nascondere” (cit.
  • MOOC Talent Italy: dove sono? Febbraio 2014: viene pubblicato sul portale di Talent Italy un bando che metteva a disposizione 160 mila euro per progetti di corsi e-learning MOOC ( Massive Online Open Course, cioè corsi online aperti a tutti, su qualsiasi materia). La sfida è “Open Education: sviluppo di un MOOC per scuole e università italiane”. Poi non se ne sa più niente per 16 mesi.
  • Su Tech Economy è apparso qualche giorno fa un bell’articolo sul voto elettronico, o a distanza… che però mi ha lasciato un po’ confuso. Quel pezzo mi piace perché, pur dicendo che: L’introduzione delle tecnologie nei processi di voto può apportare significativi vantaggi, che includono ottimizzazione dei costi, accuratezza e velocità delle operazioni di scrutinio… eccetera. in realtà poi spiega bene i tanti motivi per cui il voto elettronico è talmente complicato, e da’ così poco (vedi sotto) che nella vita reale è meglio metterci una croce sopra, se posso permettermi la battuta.
  • Scrive Alex Corlazzoli che “lo smartphone in classe serve eccome. Perché con i libri sta arrivando anche la realtà aumentata”, ovvero: una rivoluzione decisamente storica: un passaggio dalla carta al digitale senza abbandonare il libro ma rinnovandolo, rendendolo veramente interattivo grazie al cellulare. All’uso in classe dello smartphone non sono contrario sempre e comunque, anzi! In questo periodo, per esempio, sto lavorando proprio a una ricerca sul valore del fai-da-te digitale (anche) nell’educazione (e quel progetto offre anche un corso gratuito online per saperne di più).
  • In aggiunta alla spiegazione di quanto vale “il fato”, fornita nel link al commento precedente, LEGGETEVELA la dichiarazione a fondo pagina, che basta e avanza quella per giudicare quanto è attendibile: ” [QUESTO] è un sito satirico e quindi alcuni articoli contenuti in esso non corrispondono alla veridicità dei fatti. La redazione non intende minimamente offendere nessuno. Testi, video e immagini inserite e contenute in questo blog sono tratte da internet e pertanto, considerate di pubblico dominio.
  • Preambolo per chi non conosce il termine “lungomuro”: Ostia, Ostia Lido o Lido di Ostia è il quartiere di Roma (X Municipio, per la precisione) che si affaccia sul mare. Il “lungomuro” sarebbe semplicemente il suo lungomare, chiamato in quel modo perché, per parecchi chilometri e da decenni, una serie ininterrotta di costruzioni (muro dopo muro, appunto) impedisce sia di accedere liberamente alla spiaggia, sia di vederla.
  • Cinque anni fa ho proposto di usare e generare Open Data nelle normali attività didattiche di scuole e Università. Da allora ho ripetuto quella proposta diverse volte, continuando a raccogliere materiale, in Italia e all’estero: 2012, Dove sono Gli Open Data nella scuola? 2013, Workshop alla Open Data Week 2013, Se Open Data incontra “mostra e dimostra” 2014, Domande su ODDIT 2015, Tempo di Open Data in e dalle scuole, non “sulle” scuole Purtroppo, non ho avuto occasione di lavorarci seriamente quanto e come avrei voluto, nè ho visto altri farlo.
  • Ieri ho dovuto comprare di corsa dei biglietti aerei per un gruppo di cinque persone. A prima vista, eDreams sembrava molto più conveniente di Lastminute.com. Poi ho imparato una cosa che magari tanti di voi già sapevano, ma per me è stata una sorpresa. A prima vista, dicevo, non c’era storia: 117 Euro a persona su eDreams, 142 su Paypal (*). Vai eDreams! Poi ho scoperto che quel prezzo vale solo se paghi con la loro carta, che in ogni caso non avevo tempo di richiedere.
  • Ieri ha iniziato a girare su Facebook questa “composizione” al grido di “Questo idiota non mi rappresenta”. Tantissime persone, molto spesso solo per fretta o leggerezza, l’hanno subito condivisa, scatenando valanghe di commenti indignati. Ma selfie a chi?Basta guardarla un secondo, quella foto, per vedere che non è un selfie, ma che Matteo Renzi sta facendo la foto al ragazzino. Che è, come si può scoprire in un attimo, il figlio che si è portato dietro.