Non sappia la tua mano… che l’altra impugna un iPhone

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Duemila anni fa, Gesù diceva “Non sappia la tua sinistra quel che fa la destra” (Mt 6,3). Qualche giorno fa, invece, l’Italia ha fatto una figura descrivibile come “Non sappia la mano di chi risponde (male) a questionari ufficiali quel che impugna la mano del suo capo, cioè del Presidente del Consiglio”. Continua a leggere Non sappia la tua mano… che l’altra impugna un iPhone

Il referendum costituzionale, spiegato da Trump

La bolla di filtri di Facebook (Fonte immagine: TheAlieness su Flickr)
Dalle recenti elezioni americane si imparano, almeno spero, tre cose:
 
  1. OGNI voto conta. Magari non subito, ma SEMPRE. Prima di dire il contrario, scrivetevi Brexit e Trump 100 volte sul quaderno, per favore, e poi non ditelo
  2. Se nel 2016, anzichè crescere, cioè TORNARE a sistemi adulti tipo i feed RSS diretti, ancora vi affidate a Facebook per farvi un’idea di come stanno le cose, AVRETE TORTO. Qualunque cosa pensiate
  3. Al prossimo referendum costituzionale, e in qualsiasi altra votazione, votate. Quel che volete, ma votate. Ma solo dopo esservi informati davvero, nel modo spiegato qui sotto.
Per convincersene basta guardare a questo esempio fresco fresco dagli USA che titola “Dopo le elezioni, Facebook ti fa vedere quel che VUOI vedere”, di cui riassumo i punti salienti:
  • Analizzando continuamente cosa condividi, cosa guardi, con chi parli, dove e quanto clicchi “Mi piace” eccetera, Facebook capisce benissimo cosa ti piace sentirti dire. E ti dice solo quello, anche se non è vero. Perché il suo scopo è tenerti dentro Facebook il più possibile, per farti vedere più pubblicità (se va bene…)
  • L’ultima, ma non certo unica prova? Il giorno dopo l’elezione di Trump, che evidentemente ha tanti sostenitori (non delegati!) quanto Clinton, chi ha votato Clinton ancora vede solo post di rimpianto o attacco a Trump. E chi ha votato Trump ancora vede solo attacchi a Clinton o proclami di vittoria. In altre parole, ogni elettore americano talmente scemo da informarsi tramite Facebook ancora oggi crede, qualsiasi cosa abbia votato, che la grande maggioranza degli Americani la pensi come lui, anzichè essere divisi in parti più o meno uguali fra Clinton, Trump e astenuti. Ognuno era chiuso nella sua bolla, come suggerisce la figura
  • Ovviamente, la stessa cosa succede anche da noi, su qualsiasi argomento: referendum costituzionale, immigrati, attività di qualunque partito, complotti sui terremoti, qualunque cosa: se la conosci solo in, e grazie a Facebook, di sicuro ne conosci solo la metà che era già rivolta dalla tua parte
  • In questo paraocchi che (se le notizie le prendete da dentro Facebook) vi mettete da soli entrano e vi influenzano almeno tante bufale quanti fatti reali. A meno che non controlliate tre volte fuori Facebook se qualcosa è vero prima di finire di leggerlo, crederci, e soprattutto di condividerlo

E il consiglio finale è…

Installate un qualsiasi aggregatore RSS e usate solo quello per caricare alla fonte notizie da fonti autorevoli E più diverse possibile fra loro. Poi leggetele tutte, e condividetele online solo dopo averci pensato sei volte, e contato fino a mille.

 
 

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Il garante ti multa, ANAC no

ANAC, 'cca nisciun è fess
Come si dice? ‘cca nisciun è fess. Dall’Italia delle (probabilmente) troppe leggi promulgate apposta senza nè regolamenti attuativi nè sanzioni per i trasgressori, così rimangono lettera morta, una perla che spiega in due sole frasi perché di corruzione ce n’è ancora troppa, di Open Data molti di meno:

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“Il fatto è che il Garante le multe le da, mentre ANAC no. Pertanto tra privacy e trasparenza un occhio di riguardo in più alla prima.”

(letta su un gruppo Facebook)

Whatsapp, e quei taccagni che non capiscono come funziona

WhatsAppa viola la privacy dei CONTATTI dei suoi utenti

Giorni fa, facendo girare la sacrosanta domanda (non mia) “Esiste un modo per dare a WhatsApp una rubrica finta o parziale?” ho incontrato commenti come questi:

  • “chiunque cerchi di filtrare quale contatto da’ a Whatsapp, e quale no, cerca di fare una cosa senza rendersi conto della funzione di WhatsApp stesso”
  • “cercare di non dargli tutta la rubrica, ma solo una parte è voler esser un pò taccagni, cercare di aver il controllo su qualcosa, che… si è già perso, quelle informazioni. “

Nulla di personale, ma secondo me, è chiunque scriva cose del genere che non si rende conto affatto di cosa stiamo parlando. Continua a leggere Whatsapp, e quei taccagni che non capiscono come funziona