• Qualche giorno fa, parlando di alternative a Facebook e simili, ho espresso qualche mio dubbio sull’idea generale di “usare i propri dati come moneta” che mi sembra utile conservare anche qui.

  • Moltissimi Italiani stanno scoprendo che esiste la privacy non grazie ai resoconti di inchieste e audizioni parlamentari, ma per gli annunci di una catastrofe epocale che sta per abbattersi sulle famiglie italiane. Una catastrofe di cui forse non hanno nemmeno ancora realizzato tutte le implicazioni.

  • Gli autori di un bell’articolo su rider di Foodora e cooperative del futuro mi hanno chiesto che ne penso. E allora, ecco qui qualche pensiero sparso, a volte anche banale, o parzialmente fuori tema. Senza, lo confesso, nemmeno rileggerlo, come se ne stessimo chiacchierando al pub. Per fare costruttivamente l’avvocato del diavolo senza nessuna pretesa di autorevolezza o completezza, ma come spunto per lavorare insieme su certi temi fondamentali. Anche considerando l’aggiornamento aggiunto a fondo post il 1 maggio 2018!
  • è arrivato il momento di “estendere la collaborazione tra i garanti per la privacy a quelli delle telecomunicazioni ed elettorali”, come ha recentemente detto il Garante Ue della privacy Giovanni Buttarelli, non dimenticate mai un paio di cosette. La prima è che è di collaborazione fra le istituzioni ne serve molta di più di oggi, ma per aggiornarsi in generale, fino a essere davvero in grado di affrontare i grandi problemi di questa epoca.
  • L’avete visto il video di quell’auto autonoma che ha investito un ciclista, senza che il suo “passeggero” riuscisse a intervenire? A me quel video pare una prova perfetta di una cosa che ho sempre pensato. Un enorme problema DI BASE nell’intera proposta di “auto che guida da sola, ma col guidatore che interviene in caso di bisogno”. Dal video pare evidente che il “guidatore” stesse smanettando sullo smartphone anzichè guardare la strada. Ma è naturale!

  • Il momento politico è complesso. I cittadini hanno bisogno di capire le prossime mosse. I giornalisti glielo spiegano. Male. L’11 marzo 2018 Repubblica ha pubblicato quella che il blog “Pazzo per Repubblica” definisce “L’infografica dell’anno, forse del decennio”: “Post straordinario, di solito la domenica ci riposiamo, per segnalare la maxi-infografica sul cartaceo di oggi a pagina 3 con la “Partita del governo in 16 mosse”… Chapeau.” Chapeau? Anche no Come pubblicare ~1KByte di testo SOLO in un formato 10000 volte più grande e molto meno pratico Quella “sorta di gioco dell’oca” (ben fatto, fra l’altro!
  • In tutti i casi in cui i risultati di una votazione non hanno alcun effetto sostanziale su chi non doveva, o non poteva votare, gli aventi diritto a quel voto facciano come gli pare: dadi, frattaglie d’agnello, voto elettronico, quel che volete. Nessun altro se ne accorgerà, quindi va bene. In qualsiasi caso di voto davvero importante, invece, cioè almeno per qualsiasi elezione politica e amministrativa, ecco una versione aggiornata del perché il voto online o elettronico è da evitare, punto.