_Nota, 3 dicembre 2010: quando ho pubblicato questo articolo avevo dimenticato di segnalare che la cosa ha avuto risonanza anche all’estero. Glyn Moody, un giornalista inglese, e il sito Techrights.org hanno espresso praticamente le stesse preoccupazioni e critiche in diversi articoli:

La settimana scorsa Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, ha firmato un protocollo d’intesa alla Berlusconi con Microsoft e poi ha annunciato che, proprio questa settimana, la giunta pugliese varerà una legge regionale sul software. Mi pare quindi utile, sia per la giunta pugliese sia per tutti i cittadini (anche quelli a cui non frega niente dell’informatica!) ricordare alcune cose e fare una proposta.

L’antefatto

Il 24 novembre 2010 Nichi Vendola ha firmato un protocollo d’intesa con Microsoft che io e tutto il mondo italiano del Software Libero abbiamo iniziato a criticare prima ancora di leggerlo. Perchè non criticavamo tanto il protocollo (almeno io), ma la scarsa trasparenza, il modo e il partner con cui si è arrivati a firmarlo. Oggi quelle critiche sembrano giustificate (vedi sotto) dalle prime reazioni di Vendola. Questo, essendo un problema generale, di metodo, è il vero motivo per cui a tutti i cittadini questa faccenda dovrebbe piacere poco. Che sia intorno a “cose di software” in fondo è il problema minore.

Non si cambia discorso!

Quasi subito dopo le prime critiche, Vendola ha risposto… cambiando discorso. Buona parte delle sue prime risposte (che secondo altri sono poi semplicemente copiate da Wired) sono riassumibili con “lasciate fare a me su Microsoft e il software perché qui il problema serio è che mancano le connessioni veloci a Internet”. Però (come chiunque ne capisca d’informatica può confermarvi in pochi minuti) software e infrastruttura fisica di accesso a Internet sono due cose completamente distinte.

Quindi non si può giustificare quanto si fa su un fronte con quanto si fa sull’altro. Per capirci, è come ricordare a un infermiere che prima di entrare in sala operatoria tutti devono lavarsi bene le mani e sentirsi rispondere “ma io sogno un mondo in cui l’AIDS sia stato sconfitto”. Quando questo è stato fatto notare a Vendola lui ha risposto cambiando discorso come la prima volta, solo peggio. Questo non va bene come metodo, qualunque sia l’argomento della discussione. Perchè se lo fa qui può farlo anche su altri argomenti.

La passività della Pubblica Amministrazione

L’altra cosa che non va bene in generale è che finora una delle maggiori regioni d’Italia appare come un soggetto passivo, che anzichè decidere prima politiche generali e poi invitare tutti (anche Microsoft, perché no?) ad applicarle insieme sul territorio, se le lascia scrivere, senza consultare gli altri interessati, proprio dal “partner” forse meno indicato per un lavoro di questo tipo. Questo lo ha già spiegato molto bene Luca Menini, quindi non lo ripeto qui. Ah, e poi dovremmo star tranquilli perché a Microsoft verrà imposto di rispettare un principio di neutralità tecnologica… che però nel protocollo non è assolutamente definito in maniera rigorosa, solo nominato! Forse sarebbe stato meglio prima promulgare la legge regionale, e poi fare accordi per la sua applicazione.

Sostenibilità del modello di sviluppo

Alla domanda precisa “perché il protocollo?” del presidente dell’Associazione Software Libero Vendola ha risposto (poichè esso prevede l’apertura di un centro di ricerca Microsoft in Puglia): “non posso negare l’opportunita’ di creare posti di lavoro”. Benissimo, chi governa deve essere pragmatico. E dico sul serio, se Vendola riuscirà a far creare a Microsoft posti di lavoro stabili in Puglia son contento! Occhio però! Microsoft può, in qualsiasi momento, chiudere e riaprire all’estero anche meglio delle altre multinazionali, perchè tutti i suoi prodotti sono cose immateriali, normalmente protetti anche da quei brevetti software contro i quali lo stesso Vendola ha firmato cinque anni fa. Sarebbe quindi opportuno chiedere a Microsoft (come dice anche il professor Meo) di produrre in Puglia senza brevetti o altri “lucchetti”. Cioè in maniera aperta come fa FIAT… in Brasile, mica in Italia. Altrimenti chi lavorerà in quel centro di ricerca rischia di trovarsi fra qualche anno come certi altri progettisti italiani.

I grandi assenti: neutralità, Assinform, sindacati, insegnanti

In questa storia ci sono anche degli assenti. A oggi, l’Associazione italiana delle aziende informatiche non ha ancora annunciato o commentato il protocollo: timore di irritare il maschio dominante? Ho anche cercato online reazioni da sindacati e insegnanti pugliesi, ma ho solo scoperto che la scuola più felice e contenta di Puglia è quella che usa Microsoft. Tutto qui?

Lavoriamoci insieme

Personalmente, ritengo abbastanza probabile che l’intera faccenda sia stata semplicemente non studiata bene e presa sottogamba da Vendola e dalla sua giunta. C’è ancora tempo per gestirla bene: la legge deve ancora essere approvata e le attività del protocollo devono ancora essere definite da un apposito “Comitato di Indirizzo”. Siamo tutti a disposizione per collaborare in questo senso (purché non si dica più, in questo contesto, “sì, ma parliamo di banda larga”!). Ecco tre cose che io spero di trovare nella legge pugliese sull’Open Source, e se non ci sono suggerisco di aggiungerle al più presto: