Nichi Vendola risponde (ma non troppo) sull'accordo con Microsoft

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Il giorno dopo aver segnalato che Nichi Vendola aveva firmato un accordo con Microsoft come il governo Berlusconi, le perplessità rimangono ma Vendola ha pubblicato una spiegazione sul sito di SEL. Ecco cosa ne penso.

Vendola: “Per la Puglia, per l’Italia il nemico è Microsoft? O uno qualsiasi degli altri colossi dell’informatica?”

Stop: Il primo nemico è la mancanza di competenza e interesse negli amministratori in materia di informatica. È il caso di Vendola? Forse no, ma onestamente questo comunicato non basta per capirlo. Anche se qualche speranza c’è.

Vendola: “il compito delle politiche pubbliche non è più tanto di scegliere tra competitori, ma quello di allargare le autostrade della società dell’informazione.”

Stop: Questo andrebbe bene se la concorrenza ci fosse (a proposito, chiamiamoli “concorrenti”, non “competitori” che è una traduzione brutta e inutile). In un mondo in cui, anche per l’ignoranza dei politici sull’argomento, il monopolio di fatto dell’informatica se l’è già preso da decenni un’azienda, forse è il caso di ripristinarla, la libertà di scelta.

Vendola: “Sogno un’Italia in cui i sistemi operativi siano una scelta affidata al gusto piuttosto che alle tasche dei cittadini. E chiunque possa con il suo sistema collegarsi ad una rete veloce, lavorare, scambiare file…”

Stop: Pure noi. Ma il software è una tecnologia unica, che fa legislazione, nel senso che può imporre o vietare certe “scelte” meglio di una legge vera e propria. Se chi è in una posizione di potere (come, appunto, una Pubblica Amministrazione regionale) sceglie o usa male il suo software, di fatto costringe a usare quel software anche altre persone, che magari avevano altri gusti. Per esempio, lavorare e scambiare file può essere impossibile anche con una rete veloce, se quei file sono in formati utilizzabili solo con certi sistemi operativi. E i formati dei file di Microsoft creano dipendenza, come la cocaina e non sono considerati aperti dallo Stato Italiano.

Oltre a tutto questo, stiamo parlando di un’azienda che quest’anno, nell’arco di pochi mesi ha proposto prima di tassare TUTTI per risolvere i problemi causati dai SUOI programmi e poi di far accedere a Internet solo chi ha “certificati di vaccinazione per il computer” irrealizzabili senza controlli da Grande Fratello (quello vero, ovviamente). Ecco perché sapere a cose fatte di un accordo del genere proprio con quell’azienda innervosisce.

Vendola: “Sogno insomma i 100Megabit… E’ internet, la rete, che ci consentirà di recuperare le posizioni.

Stop: Sì, ma che c’entra? Proprio nulla! Non cambiamo argomento , grazie! Che in Puglia o in tutta Italia non ci siano infrastrutture adeguate per l’accesso a Internet è quasi certo, ma non c’entra assolutamente nulla con la libertà di scegliere sistemi operativi e altre cose del genere. Condividere questa visione sulle infrastrutture non significa affatto dover automaticamente approvare un accordo con un monopolista del software. Qual è il nesso?

Vendola: “la Puglia sceglie per la Pubblica Amministrazione l’Open Source, ma non chiude la porta ai grandi competitori internazionali che rispettano la scelta di neutralità tecnologica della Puglia e che collaborano per fare della Puglia e del Sud un polo di eccellenza di questo secolo.”

Stop: se la regione farà rispettare davvero la neutralità tecnologica, cioè se non lascerà nessuna industria privata decidere da sola cosa fare solo “perché tanto è già lo standard di fatto”, tanto di cappello (ma come?). Vedremo. Ecco subito un suggerimento pratico: imporre l’uso di OpenDocument (un formato davvero aperto, standard internazionale, per documenti da ufficio) come unico formato accettabile per tutti i testi, fogli elettronici e presentazioni che la Regione Puglia produce o accetta dall’esterno per tutte le sue comunicazioni ufficiali. OpenDocument è utilizzabile sia con le ultime versioni di Microsoft Office che con Software Libero: più libertà e neutralità di così non ce n’è! (anche se la Corte Costituzionale ha confermato che è perfettamente legittimo favorire Software Libero)

Vendola: “La giunta regionale, la settimana prossima, approverà un disegno di legge sull’open source quale sistema di riferimento per l’e-government regionale.”

Stop: Ottimo. Dov’è il testo completo? Perché tutto sommato il problema più serio in questa storia (vedi il primo commento a quest’altro articolo sulla vicenda, quello che ci sarebbe stato anche se l’accordo fosse stato firmato con un fornitore di software Open Source, è la scarsa trasparenza. Se fino a oggi sono state scritte cose inesatte sul protocollo è perché praticamente nessuno ne ha saputo nulla fino a cose fatte (a partire dall’Associazione Software Libero che comunque si è subito messa a completa disposizione della Regione per aiutarla in questo percorso!).

Era davvero necessaria tanta segretezza, e quanto durerà? Lo chiedo perchè, a protocollo presumibilmente già firmato, due dirigenti della Regione mi hanno spiegato che:

  • potrò ricevere copia del Protocollo… appena pronto per la pubblicazione.

  • “Aggiornamenti di notizia potranno seguire solo alla pubblicazione del Protocollo nel bollettino ufficiale regionale”

ma io immagino che il protocollo non sia stato scritto solo con penna d’oca su pergamena e che non contenga nulla di lesivo per la privacy o la sicurezza nazionale. Perché il relativo file non può essere pubblicato immediatamente sul sito della regione Puglia?

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