Patentino per lo smartphone alle medie? No, grazie

 

DRAFT.

Qualche giorno fa sono stati consegnati in Umbria dei patentini per l’uso dello smartphone. Secondo me non sono una buona idea, perche’hanno un nome veramente fuorviante.

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Ho dovuto leggerne 23 volte la descrizione, per inquadrare un paio di cose che mi suonano storto in una patente di smartphone per le scuole medie. Eccole:

Il problema generale/filosofico

Qui si da’ per scontato, e in un certo senso ci si arrende ufficialmente, a un fatto: che un ragazzino che nella famiglia italiana media odierna e’ ancora tenuto sotto vetro, gira sempre come una trottola da una attivita’ strutturata all’altra, tutte supervisionate da adulti, pur di non lasciarlo mai solo a giocare al parco coi coetanei come pare a loro… ok, quello va bene, ma allo stesso tempo nell’ambiente meno indicato, quello che nemmeno gli adulti sono preparati a gestire, li si’, puo’ e deve andarci da solo, manco fosse una legge fisica, ergo diamogli il patentino.

L’altro problema, quello importante

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Perche’ un patentino “dello smartphone” se i contenuti sono questi nella schermata, cioe’ se i moduli che contano davvero (2 e 3) sono cose sicuramente da sapere su INTERNET ma che non hanno NIENTE di specifico dello smartphone, mentre il solo modulo che da il nome al patentino e’ quello che invecchia di piu e sicuramente meno necessario degli altri due? Ragionando cosi’, bisogna cominciare a preparare un patentino per gli smartwatch, e dopo quello uno per gli occhiali smart.

E’ come chiamare “patentino dell’uovo al tegamino” un corso di cucina (anzi, di educazione alimentare) completo, solo perche’ inizia dalla ricetta piu’ semplice possibile. Insomma, perche’ perpetuare questo ERRORE enorme, enorme, di pensare che “internet = smartphone e viceversa”? E questa e’ una questione importante, non di principio. E’ l’errore di credere che “poiche DEVI imparare a usare Internet prima possibile (OK), allora tieni, fallo subito nel modo meno adatto alla tua eta’”.

Precisazioni…

La prima volta che ho espresso queste perplessita’, qualcuno ha dissentito “dall’ipotesi che consegnare un patentino significhi “mandare da soli. Come per la patente di guida, il suo raggiungimento richiede comunque a ogni famiglia di decidere il grado e i tempi per l’autonomia dei propri figli.”

Mi sembra quindi giusto spiegare meglio quel punto.

In Italia, patente o patentino significano “autorizzazione ufficiale a fare X”, qualunque sia X. Se la scuola pubblica chiama qualcosa che rilascia a studenti delle medie”patentino per X”, le intenzioni possono essere quelle che volete.

Ma anche se non ha valore ufficiale sicuramente, inevitabilmente quel patentino verra’ capito dalla grande maggioranza delle famiglie come “visto? Non faccio nulla di male a (far) regalare a mio figlio uno smartphone al massimo in prima media, lo riconosce pure la scuola pubblica che e’ quella l’eta’ giusta”.

Inoltre, il paragone con la patente di guida non e’ affatto applicabile, e non certo perche’ di famiglie che mettono in mano un’auto a 18enni incapaci di usarla in sicurezza ne esistono eccome.

Quel paragone non e’ applicabile perche’ un’auto lo capisce quasi qualsiasi adulto italiano cos’e’, cosa ci si puo’ fare, come e perche’ e’ pericolosa eccetera. Con Internet e in generale con l’informatica, invece, e’ esattamente l’opposto.

Oggi, senza offesa, i genitori con abbastanza competenze e coraggio per regalare uno smartphone SOLO quando il figlio ha davvero l’eta’ giusta per usarlo da solo senza farsi del male sono un millesimo di quelli capaci di riconoscere che anche se il figlio ha gia’ 18 anni e la patente non e’ ancora pronto per avere un’auto propria.

Riassumendo:

  • possiamo dare tutti i patentini che vogliamo ma nel “paese reale” di oggi, uno smartphone prima dei diciamo 13 anni rimane un “pass per fare quello che ti pare senza controllo, quando ancora ti riteniamo incapace di andare a scuola da solo, nell’unico posto in cui gli adulti ne sanno di sicuro meno di te”.
  • i moduli 2 e 3 di quel corso servirebbero come il pane anche a un dodicenne che accedesse a Internet solo da un PC nel salotto di casa, solo dalle 4 alle 6 come con la TV di 50 anni fa…

Pertanto, se i moduli 2 e 3 del corso fossero i PRIMI, seguiti da uno su come usare sia smartphone che computer, con un nome tipo “patentino digitale” o qualcosa del genere, ce che indicasse chiaramente (anche ai genitori) cosa e’ davvero importante saper usare bene, lo raccomanderei. Cosi’, non mi pare opportuno.

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