Come comportarsi con chi usa software libero senza contribuire affatto al suo sviluppo?

Note aggiunte il 6/12/2017:

  1. testo riformattato e link aggiornati il 6/12/2017)
  2. da ieri, potete contribuire ad aumentare la consapevolezza del grande pubblico su certi temi anche suggerendo i concetti giusti per questo libro

Questo articolo, a differenza del resto di Stop!, non è rivolto al grande pubblico ma alla comunità dei sostenitori del software libero. Per questo non appare nella prima pagina: è sempre collegato al tema generale del sito (come la tecnologia, in particolare digitale e aperta, può migliorare la vita) e mi è comunque più comodo pubblicarlo qui, ma è destinato a tutt’altre persone.

Scrivo queste righe come risposta a un articolo di Wolly che vi invito a leggere (*), "Open Source, voglio tutto subito e gratis e non dar nulla in cambio". In sintesi, Wolly dice che (il testo in parentesi sono sintesi mie) *"ogni giorno milioni di utenti utilizzano sw open source per i più svariati motivi... ma ... lutilizzatore medio non ricambia in alcun modo, (eppure si potrebbe farlo in molti modi, anche se non si programmatori)". Da questo Wolly conclude che "è triste vedere come l'egoismo e l'arrivismo siano sempre le due guide fondamentali dell'esistenza."

Secondo me questa conclusione non è corretta e chi ci tiene al software libero dovrebbe riflettere su quanto e quando queste conclusioni siano applicabili.

Non siamo più negli anni 80, quando Stallman ha fondato il progetto GNU. Se parliamo di utente medio, oggi il 90% degli utenti di computer sono esseri umani assolutamente medi, non professionisti o comunque fanatici dell'informatica come vent'anni fa: persone che usano il computer perché costrette sul lavoro o per studio, come sostituto della macchina per scrivere. Bravissime persone che per preferirebbero farsi torturare piuttosto che guardare codice sorgente. Quanto è realistico pensare che queste persone, a meno di rarissime eccezioni, possano partecipare attivamente a sviluppo e documentazione di software?

Secondo me è assolutamente irrealistico, a pensare il contrario c'è solo da farsi del male ed è anche ingiusto vedere egoismo e arrivismo (quando ci sono già tante altre prove della loro esistenza) nell'assenza di partecipazione dell'utente medio.

È inevitabile che quando di una tecnologia diventa di massa la competenza media degli utenti e l'interesse medio che questi provano per "come funziona dentro" scendano paurosamente. Come potremmo aspettarvi nulla di diverso? Pensate all'aviazione. Dai fratelli Wright fino (almeno) a Lindbergh, chiunque volava non era e non poteva essere solo passeggero: doveva essere anche fanatico del volo, pilota, meccanico, cartografo, navigatore, elettricista, in forma fisica perfetta... Oggi come potrebbe essere la stessa cosa? Il software poi, per l'essere umano medio, è ancora talmente più nuovo e più alieno dell'aviazione o quasi qualunque altra tecnologia che ci vorranno ancora parecchi anni per cambiare le cose.

A me francamente, oltre a sembrare irrealistico, non piace pensare che oggi ci si debba aspettare qualcosa in cambio da chi usa software libero, in qualsiasi forma, nella stessa comunit del software libero. Oggi il software devono usarlo parecchie persone, volenti o nolenti, per fare le cose più svariate e più lo usano libero meglio è.

Immaginate un volontario in una comunità di recupero tossicodipendenti o qualsiasi altro attività vi stia particolarmente a cuore, che spende ogni momento libero per assistere quei tossicodipendenti. Probabilmente per farlo dovrà anche usare il computer. Se tutto va bene lo farà con software libero. Ma cosa dovrebbe fare se trova un baco, o in genere per ripagare chi ha fornito quel software? Smettere quello che sa fare bene e che è un servizio per tutti, per cercare di imparare a fare qualcosa (fosse anche solo scrivere documenti) per cui potrebbe essere completamente negato? Che ci guadagnamo? E se quella persona dovesse scrivere su un forum "questo software libero non funziona e non ci si capisce niente" che facciamo, gli diciamo "questa una comunità, se non contribuisci peggio per te"? Con che faccia? Sia chiaro, è solo questo particolare modo di rispondere che non condivido, non dico certo che bisogna fare da schiavetti a chi non può o non vuole imparare, nè che bisogna sopportare la maleducazione.

A chi interessa, ecco altre cose che ho già scritto (in inglese) sui limiti di certe strategie di comunicazione della comunità del software libero:

e già che ci siamo, ecco anche due idee italiane (non mie) su come interessare al software libero anche chi non distingue il codice sorgente da un tostapane:

Nota 2009/12/11:: dopo aver letto questo articolo Wolly ha spiegato sul suo sito che la sua reazione (anche se non era affatto chiaro dall'articolo stesso) viene da un caso ben specifico, che ha spiegato nella sua pagina. Quel caso non lo conosco quindi non ho nulla da dire, ma le considerazioni generali scritte qui continuano a valere

(*) il link originale era http://wol.ly/2009/12/09/open-source-voglio-tutto-subito-e-gratis-e-non-daro-nulla-in-cambio/


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