Cosa ci faremmo con le auto di Termini Imerese?

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Qualche giorno fa ho sentito alla radio un’intervista a operai e sindacalisti dello stabilimento FIAT di Termini Imerese, che secondo l’azienda dovrebbe smettere di produrre auto nel 2011 perché non è competitivo. La cosa che più mi ha colpito sono state le dichiarazioni di diversi intervistati che “in Italia si producono troppo poche automobili” e che a Termini Imerese si può e si deve continuare a fabbricare auto quanto e più di oggi, punto. Nessuna incertezza su questo. Questo mi ha colpito molto perché

l’intervista l’ho ascoltata mentre ero bloccato nel traffico, fermo o quasi in mezzo a centinaia di altre auto davanti, dietro a destra e a sinistra.

Le auto si devono produrre e basta, dicono

Quelle dichiarazioni sentite alla radio non sono un caso isolato. Il 3 dicembre 2009 il ministro dello Sviluppo “chiede alla Fiat che cresca sensibilmente la produzione auto in Italia”. La Regione Sicilia dichiara che non vi saranno fondi dall’amministrazione se a Termini non si continuer a produrre automobili: magari ecologiche, ma sempre automobili. Gli operai protestano da mesi contro le ipotesi di riconversione. I sindacati prevedono scioperi e agitazioni fino al 21 dicembre per lo stesso motivo: “se non si torna a produrre oltre un milione di auto l’anno si rischiano migliaia di posti di lavoro”.

Cosa fanno le auto?

Ascoltando quelle interviste in mezzo al traffico pensavo anche che (oltre a tanti altri problemi che qui ometto per brevità):

Soprattutto, pensavo che gran parte di questi problemi ci sarebbero anche se tutte le auto andassero ad acqua, energia solare o qualche altro sistema 100% ecologico. In effetti, ci sono già anche su autostrade a 6 corsie in città, come Los Angeles, fatte apposta per l'automobile. In Italia poi, semplicemente non c'è più posto nemmeno per usare decentemente le auto che già circolano, ecologiche o no.

È ora di andare avanti

Questi dati di fatto non significano certo che manager e azionisti FIAT hanno ragione (al limite li danneggiano, provando che l'auto è insostenibile ovunque sia prodotta). Chi lavora in FIAT o nel suo indotto a Termini Imerese sta passando un momento difficilissimo, in cui merita il rispetto di tutti e tutto l'aiuto possibile per superare questa crisi. Però andrebbe aiutato a uscirne senza perpetuare problemi più grandi e più generali. Michael Moore ha espresso questo concetto benissimo a proposito delle case automobilistiche americane: "(certe fabbriche e i loro dipendenti) vanno salvate dal fallimento **solo** a condizione che inizino subito a realizzare soprattutto treni, autobus e metropolitane".

Nessuno direbbe che una fabbrica di amianto o sigarette deve continuare a produrre solo perché i suoi dipendenti non vogliono cambiare lavoro. Purtroppo oggi le auto, anche ecologiche, portano sempre più problemi, con sempre meno vantaggi, a sempre più persone. Questo non è certo colpa degli operai, ma ignorarlo è controproducente. Finché ripeteranno e lasceranno ripetere che l'unica via è continuare a fabbricare auto perché finora si è fatto così, i lavoratori di Termini Imerese troveranno molto meno sostegno pubblico di quanto meriterebbero.

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