Spider Truman e segreti della Casta di Montecitorio o Dati Aperti? Questo è il dilemma

 

Spider Truman è uno (o una) che, avendo lavorato per 15 anni a Montecitorio, conosce tutti i segreti della Casta e ha deciso di svelarli per vendetta contro chi chiede sacrifici ma non vuole farli. Spider Truman ha fatto furore appena è arrivato su Facebook. Al momento (pomeriggio del 17 luglio 2011) la sua pagina piace già a più di 100000 persone, giornali e TV nazionali gli hanno dato ampio spazio, insomma fa furore.

Ovviamente,

c’è già chi si chiede se non sia tutta una bufala, una fregatura tipo quella dell’americano che ha finto per mesi di essere una ragazza siriana perseguitata dal regime, un’operazione della Casta stessa per far sfogare la gente in maniera inoffensiva, un complotto dei marziani e così via. Per quanto mi riguarda, spero che Spider Truman abbia sugli Italiani un solo effetto ben preciso, anche se non è affatto quello che ha in mente lui/lei.

Io non so se quello che Spider Truman ha scritto nella sua pagina (ne trovate un riassuntino qui) sia vero o no. Non so chi sia questa persona e che tipo sia, però mi pare che il miglior commento sul suo successo di questi giorni sia quello fatto dalla giornalista Arianna Ciccone: “questo domani tocca i duecentomila fan senza uno straccio di documento”. Ma questo non è nemmeno il problema principale.

Non ho certo intenzione di difendere la “Casta”. Per quanto ne so oggi, è possibilissimo che tutto quel che Spider Truman ha “rivelato” finora sia vero fino alle virgole. Però voglio spiegare perché, mentre combattere la Casta “alla Spider Truman” potrebbe anche essere inevitabile oggi come oggi, da qualche tempo ci sono strumenti molto più efficaci per evitare risolvere certi problemi, con la prevenzione.

Il “metodo Spidertruman” ha due problemi di fondo. Il primo, almeno finora, è quello che ho già detto, cioè la mancanza di prove oggettive di quello che ha scritto. L’altro (comune anche a Wikileaks) è che, anche se fossero tutte vere al mille per cento, le “rivelazioni” alla Spider Truman (o se è per questo alla Wikileaks) sono comunque pezze messe (molto) dopo il fatto.

Per risolvere i problemi in questo modo, devi sperare che qualcuno, un giorno, abbia un risveglio di coscienza, uno sgarbo che gli faccia venire voglia di vendicarsi o qualche altro motivo del genere. Poi, se e quando questo succede, le cose ritornano a posto, i cattivi vengono puniti e tutto ritorna come prima. In realtà però a sperare negli Spider Truman si perde un sacco di tempo (questo ci ha messo 15 anni per decidersi) e non è possibile che tutto ritorni come prima, nel senso che non tutti i danni sono recuperabili.

Prendendo solo l’ultimo esempio fra le migliaia possibili, se gli sprechi della Casta fossero stati denunciati e corretti allora, forse tre anni fa ci sarebbero stati i soldi per evitare la tragedia del Liceo Darwin, o almeno per riparare le altre scuole ancora oggi altrettanto pericolose. Ma se il metodo Spider Truman non funziona, qual è quello migliore?

Italiani, che aspettate a chiedere Dati Aperti?

Io sono abbastanza sicuro che, in queste ore di delirio per Spider Truman, c’è in Italia un gruppo abbastanza nutrito di persone in gamba (in cui mi permetto di inserirmi anch’io, ma certo non nelle prime o seconde file) che sta pensando più o meno questo:

ma come, sono 2/3 anni che spiego in tutti i modi che posso, a chiunque voglia starmi a sentire, come si potrebbe e dovrebbe fare oggi per **impedire sul nascere** sprechi, corruzione e inefficienze nelle Pubbliche Amministrazioni grazie a dati oggettivi, e ora tutti isterici appresso a uno che non li fornisce?

Sto parlando del movimento per i Dati Aperti (Open Data in inglese), che è un’idea tanto semplice quanto potente: i dati ufficiali usati dalle Pubbliche Amministrazioni, oltre a tutti quelli che riguardano il loro funzionamento, appartengono a tutti i cittadini. Quindi si possono e devono pubblicare su Internet in maniera che siano reperibili e analizzabili automaticamente in modo che tutti possano scoprire magagne come quelle di cui parla Spider Truman subito, perché è loro diritto, senza aspettare la manna dal cielo.

I Dati Aperti prevengono condividendo fatti, non curano sparando proclami. Certo, i Dati Aperti fanno meno scena e danno meno soddisfazione dell’invocare uno Spider Truman; e magari sono poco compatibili con l’ignoranza e richiedono un briciolo di attenzione (per non credere a idiozie tipo quella delle 600mila auto blu); però funzionano molto, molto meglio, e molto prima. Se anche questa storia di Spider Truman servisse soltanto a far scoprire a tutti gli Italiani i Dati Aperti, sarebbe già un ottimo risultato. Quindi…

…non aspettate il prossimo Spider Truman, chiedete Dati Aperti! Per saperne di più, leggetevi di corsa il Manifesto Italiano sull’Open Government, Spaghetti Open Data oppure questi miei articoli:

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