Il flop di turismo.milano.it ricorda l'importanza dei dati aperti per il turismo

 

Non bastava l’esempio del “Sito ufficiale del turismo in Italia” che negli anni ha dato origine a un altro sito tutto dedicato agli sprechi di Italia.it nonostante le polemiche per le traduzioni a tariffe da sweatshop indonesiano. Oggi Repubblica segnala lo scandalo

del flop da 4.8 milioni di Euro di www.turismo.milano.it. Fortunatamente la nuova giunta ha bloccato ulteriori sprechi. Questo, comunque, è un ottimo momento per porsi un paio di domande sull’argomento, a Milano e in tutto il resto d’Italia.

Prima domanda: quali posti di lavoro dovrebbe creare e proteggere, di preferenza, la promozione del turismo su Internet? Quelli non delocalizzabili di chi lavora con/per i turisti sul campo e vive solo di turismo, o quelli informatici, che sono molti di meno, più facilmente riconvertibili e comunque trasferibili all’estero in ogni momento? Personalmente, se mi si costringesse a scegliere per scarsità di fondi preferirei dare la precedenza alla prima categoria.

Seconda domanda: cosa possono fare le Pubbliche Amministrazioni locali e le associazioni di categoria per aiutare chi lavora in questo settore vitale dell’economia italiana, senza rischiare sprechi come quelli appena citati?

Secondo me, una delle risposte è questa: aiutare chi lavora nel turismo, a partire dalle PMI, a rendersi da solo e a spese (minime) sue molto più visibile, fruibile e raggiungibile online di oggi da chiunque sia interessato (sempre a spese sue, non dello Stato) a saperlo, da singoli turisti a portali turistici privati italiani e stranieri.

Per programmare e prenotare una vacanza via Internet non servono portaloni centralizzati e costosissimi. In realtà, a un turista e/o alla sua agenzia di viaggi basterebbero pochi dati grezzi per organizzare una vacanza, spesso pubblici e tutti esprimibili in formati standard. Se quei dati fossero liberamente disponibili su Internet, chiunque potrebbe scrivere o usare a spese sue software capace di trovarli, collegarli ed elaborarli in tempo reale per costruire itinerari di viaggio personalizzati, completi di tutte le informazioni su orari, pagamento delle prenotazioni eccetera.

In pratica, per arrivare a questo occorre che Pubbliche Amministrazioni locali e (soprattutto?) le associazioni di categoria lavorino seriamente per:

  • aprire e pubblicare online nel modo giusto sia i dati rilevanti delle Pubbliche Amministrazioni locali (mappe, trasporti pubblici…) in cui operano le imprese del turismo, sia i dati fondamentali di quelle stesse imprese (costi, indirizzo, caratteristiche, procedure per prenotare…)
  • dare a quelle imprese le informazioni necessarie per pubblicare online da sole i propri dati, in maniere tali che li rendano facilmente individuabili da chiunque e utilizzabili nel modo appena spiegato. Importante: questa è una procedura molto più semplice di quanto potrebbe sembrare, alla portata di qualunque trattoria e Bed&Breakfast a conduzione familiare!
  • pubblicare online, una tantum, una descrizione completa di come tutti questi dati devono essere formattati in modo che chiunque, da Google all’ultimo dei programmatori, possano elaborarli automaticamente per fornire pacchetti turistici on demand.

il tutto a un costo per la collettività molto minore di quello di certe iniziative calate dall’alto. Forse è per questo che non se ne è ancora parlato abbastanza. Vogliamo iniziare a farlo?

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