Trasporti

  • Scioperi a Mirafiori,foto da Google In questi giorni, migliaia di lavoratori non solo FIAT ma anche del suo indotto sono già con l’acqua oltre la gola. Però non c’è dubbio che, oggi come oggi, di auto meno se ne producono meglio è, visto che: milioni di auto private costano tantissimo anche in termini di incidenti, rumore e altri problemi alla salute (vedi “Cosa fanno le auto?” qui)
  • Vi ricordate quando iniziò la manfrina delle auto Euro 0, 1, 2.. e in molti pensammo “ma porc… quindi adesso dovrei cambiare la macchina quasi nuova, solo per poter continuare ad andare in centro!?!” Non so voi ma io, oltre a questa domanda, me ne feci presto anche un’altra: In fondo, sono solo il motore e al limite la marmitta a non essere “Euro x”, mica tutta l’auto. Perché non posso cambiare solo un motore Euro 4 con uno Euro 5, così come cambio solo le gomme quando nevica?
  • Mesi fa Luca Vinci ha scritto, nell’articolo Software libero e risorse comuni: “Il software libero, così come l’informazione condivisa e la conoscenza diffusa (che ne sono il fulcro) hanno però un qualcosa in più rispetto ad altri beni comuni, sono infatti risorse il cui valore aumenta con l’incremento della condivisione”. Io replicai segnalando questa mia chiacchierata con John Wilbanks di Creative Commons, che spiega perché gestire i beni comuni materiali come Software Libero è molto più complicato.
  • Questa pagina tenta di rispondere alle obiezioni più comuni che ho visto fare finora (non necessariamente a me) a proposte come quella di carburanti a 10 Euro al litro o tassametri GPS in tutte le auto. Queste obiezioni sono riassumibili dalle seguenti citazioni: “certo, così,visto che lavoro di notte quando i mezzi pubblici non ci sono, il costo del carburante lo paghi tu per me” come la mettiamo con chi deve, per lavoro, poter arrivare subito da qualsiasi parte senza preavviso e a orari imprevedibili, tipo medici, vigili del fuoco, tecnici delle fognature… Come farebbero queste persone a pagare costi del genere?
  • In molte parti d’Italia non c’è semplicemente più posto per usare le automobili decentemente, anche se non costassero nè inquinassero per niente. Per questo qualche giorno fa ho tradotto in Italiano un bel post sui vantaggi del car sharing scritto da Colleen, una blogger di Ottawa, dividendolo in due parti per maggior chiarezza: Il car sharing funziona, ve lo dice chi l’ha provato Car sharing felice e senza stress, istruzioni per l’uso
  • In Italia abbiamo troppe automobili per riuscire a usarle come si deve, indipendentemente da quanto costano e quanto inquinano. Una soluzione interessantissima a questo problema, almeno in alcune zone d’Italia, è il car sharing, che non è autonoleggio ma qualcosa di diverso che può costare molto meno. In Italia questo sistema è ancora quasi sconosciuto. Per questo ho tradotto in Italiano il racconto di qualcuno che già usa il car sharing con grande soddisfazione e spiega bene come funziona, in base alla sua esperienza concreta.
  • In Italia, anche se andassero tutte ad aria o a qualsiasi altro carburante ugualmente ecologico e inesauribile, non c’è più posto per usare le automobili decentemente. Inoltre, i loro costi di gestione diventano sempre più pesanti per tante famiglie. Il car sharing è un modo di usare l’automobile molto intelligente, non sempre utilizzabile al di fuori dei centri urbani, ma interessantissimo. Car sharing significa, più o meno, abbonarsi a una società che possiede tante automobili e usarle a turno con gli altri iscritti.
  • Quello che segue era originariamente un commento di Maurizio Napolitano al mio articolo Openstreetmap: dati liberi che creano servizi e lavoro per tutti. D’accordo con Maurizio, lo ripubblichiamo qui come pagina a sè stante, con licenza CC BY 2.5, perché sono informazioni che meritano di essere più visibili a tutti i lettori. Da Maurizio Napolitano: Ciao Marco! Mi fa piacere che sei stato colpito dal post sulla coperta. Ne approfitto per segnalare alcuni siti e servizi basati sui dati di OpenStreetMap:
  • Vivo in una città italiana in cui fra poco arriveranno i contatori elettrici “intelligenti” (anche se nella forma più elementare, la tariffa bioraria), in un paese che si sta seppellendo sotto le auto, ma vuole continuare a produrne, magari ecologiche. È per questo che un paio di notizie che ho letto la scorsa settimana mi hanno molto colpito. Cosa sono i contatori intelligenti e le auto elettriche? I contatori “intelligenti” sono aggeggi capaci di misurare e comunicare in tempo più o meno reale, direttamente all’azienda elettrica, quanta elettricità state usando, quando e (se sanno cosa è connesso a ogni presa elettrica) anche come.
  • Date per favore un’occhiata a questa foto, scattata sull’autostrada Roma-Fiumicino nell’estate del 2010: La qualità della foto e dei successivi ritocchi non sono eccelsi perché non sono nè un fotografo nè un grafico ma il risultato è comunque comprensibile. Quel giorno il traffico era, come dice l’ANAS, “intenso ma regolare”: c’erano parecchie auto ma si riusciva a viaggiare senza problemi ad almeno 90km/h. Per tutta l’autostrada la macchina in fotografia è stata davanti a noi, sorpassandone altre più lente.