Auto fai da te? No, grazie

 

Mesi fa Luca Vinci ha scritto, nell’articolo Software libero e risorse comuni: “Il software libero, così come l’informazione condivisa e la conoscenza diffusa (che ne sono il fulcro) hanno però un qualcosa in più rispetto ad altri beni comuni, sono infatti risorse il cui valore aumenta con l’incremento della condivisione”. Io replicai segnalando questa mia chiacchierata con John Wilbanks di Creative Commons, che spiega perché gestire i beni comuni materiali come Software Libero è molto più complicato.

Luca rispose

(*): “Su alcuni punti sembra che Wilbanks quasi escluda la possibilità che una comunità riesca nella creazione di beni complessi (macchine e farmaci nel suo esempio). Non ho capito se ritenga necessaria un’organizzazione più stabile oppure se con “i controlli e gli equilibri” intenda altro… Se con quella frase intende strumenti interni alla comunità che consentono di “mettere mano” agevolmente all’hardware per modificarlo e migliorarlo, allora si, la strada da fare è ancora tanta.”

Questo il mio commento a quella parte della risposta di Luca che ho segnato in grassetto: più che sulla creazione, Wilbanks ha dubbi (e io personalmente ne ho molti più di lui) sulla gestione di certi beni. Perché il problema non è la loro complessità, ma l’impatto sulla sicurezza comune.

Tecnicamente siamo sempre più vicini al punto in cui qualsiasi ragazzino (in senso mentale, cioè di immaturità, più che anagrafico) potrebbe costruirsi una macchina o un motorino con pochi soldi. Tipo l’Anakin de La Minaccia Fantasma, che si costruisce lo sguscio a reazione assemblando rottami nel retro della baracca. Tutto bello al cinema, ma l’ultima cosa di cui ho bisogno su una strada vera, davanti e dietro a me, è una torma di improvvisati che guida arnesi con freni che nessun professionista ha controllato.

Oggi le automobili escono da pochissimi posti ben conosciuti, ed è proprio per quello che è facile farle sicure (perché SONO molto più sicure di 10 o 20 anni fa) e soprattutto controllarne la qualità. Anzi forse è solo per quello che è facile. E già così abbiamo problemi di sicurezza, dagli imbecilli che usano i figli come airbag a quelli che usano le fibbie delle cinture di sicurezza finte, o truccano le minicar.

Ma se le auto potessero essere fabbricate in qualunque garage, controllarne la sicurezza prima di lasciarle andare su strada a far danni ad ALTRI, non al guidatore, sarebbe facile quanto controllare se TUTTI gli impianti elettrici delle case italiane sono a norma. Cioè impossibile. Con la differenza che se tutti quelli che incontro per strada impazzissero e togliessero i fusibili al loro impianto elettrico domestico, quasi sicuramente non ci andrei di mezzo io.

Questo dell’opportunità di lasciar fabbricare tutto a tutti è comunque un discorso molto più generale, vedi ad esempio i miei dubbi sulle reti wi-fi civiche.

(*) attraverso i commenti (pubblici) sul suo vecchio sito

Commenting system (still under test!!!)


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