Meno male che Google Reader chiude...

In questi giorni c’è mezza Internet più o meno in ambasce perché sta per sparire Google Reader. Io no, perché un’ottima occasione per ripetere a tutti l’invito a ragionare su qualcosa che sto dicendo da tempo, e fornisce ulteriori prove di quanto quella cosa importante.

A me la fine di Google Reader non crea nessun problema per lo stesso motivo per cui non sono rimasto fregato come tanti da quella di Splinder. Cioè perché uso alternative aperte che:

  • esistono già da anni
  • non hanno bisogno di alcun fornitore di servizi centralizzato
  • posso far girare sul computer di casa o su qualsiasi account di hosting, al limite anche gratuito
  • posso spostare in qualsiasi momento su qualsiasi altro fornitore di hosting, senza alcuna interruzione di servizio, se quello originale chiude o blocca arbitrariamente il mio account

Le alternative a Google, Facebook e compagni esistono da un pezzo. Vanno soltanto integrate come ho spiegato qui per renderle davvero usabili e fruibili a tutti.

La chiusura di Google Reader dimostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che forse sarebbe ora di fare meno convegni, finanziamenti e bandi per startup che diventino “il prossimo Google”. Forse è ora di finanziare qualcuno, fosse pure un antiquato Dipartimento d’Informatica di qualche fuori moda Università pubblica, per minimizzare la nostra dipendenza presente e futura da qualsiasi gigante del genere. I dettagli pratici, come dicevo, li trovate qui.

Aggiornamento 2018: una versione aggiornata della stessa proposta si trova qui.


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