Voi lo sapevate che a Piazza Federica, a Napoli...

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Piazza Federica è la “piazza virtuale tridimensionale” che costituirebbe l’innovativo sistema di web-learning dell’Università Federico II di Napoli. Ho già raccontato in un altro articolo che a Piazza Federica è vietato l’ingresso ai pinguini e spiegato perchè questo è male in un’Università pubblica. Oltre a quelle barriere, ci sono altre cose che non capisco di Piazza Federica.

Nel comunicato stampa di marzo 2009 si legge che “gli spazi tridimensionali della piazza Federica saranno animati da personalità celebri della cultura italiana ed esperti internazionali”. Per capire che significa, visto che non ci potevo entrare ho dovuto affidarmi all’apposito video su YouTube. Da lì ho saputo che la parte Living Library del campus virtuale dell’Università Federico II è “una straordinaria guida alle migliori risorse scientifiche disponibili in rete” e che nella sezione PodStudio “con pochi clic puoi scegliere podcast lezioni che ti interessano… una novità assoluta didattica universitaria italiana”. Veramente Federica è nata nel 2009, mentre con due clic su Google ho scoperto che l’Università di Pisa metteva a disposizione degli studenti, anche se certo su scala più ridotta, podcast e altro materiale didattico già nell’anno accademico 2007-2008. Ma passiamo oltre: voi lo sapevate che a Piazza Federica…

…c’è la piramide magica?

Il video mi ha anche spiegato che, se avessi quel sistema operativo che può causare dipendenze simili alla cocaina, in Piazza Federica troverei personalità celebri ed esperti internazionali pronti a farmi da guida, che potrei aprire con un clic (mica come nei siti universitari di una volta…) le porte di ogni Facoltà e soprattutto che in quel mondo fatato mi aspetta “una magica piramide di cristallo che ti accompagnerà nel mondo di Federica”. Dentro la magica piramide ci sono tante “news in anteprima internazionale, grazie ai feed delle ultime notizie aggiornate in tempo reale dai media tutto il mondo, per la prima volta facilmente accessibili in un ambiente tridimensionale”!. Sul serio!

Serviva davvero una piazza così?

Intendiamoci, la biblioteca online e la collezione di materiali didattici della Federico II sono comunque un gran bel servizio: già il fatto che tutti i corsi siano strutturati “secondo un unico formato standard per tutte le discipline” è un’ottima cosa (se quel formato è aperto, ovviamente!). Tanto di cappello. A questo, alla quantità di materiale pubblicata e anche al grande sforzo, che sicuramente c’è stato e che è utilissimo per gli studenti, per selezionare e presentare in maniera chiara il contenuto della libreria.

Però mi pare che a Piazza Federica ci sia anche un po’ di ridicolo (almeno nel modo pomposo in cui viene presentata) e tanto superfluo. Come fanno le notizie ad apparire nella piramide “in anteprima internazionale?” Forse perché questa, essendo magica, ha fatto un incantesimo a CNN e compagni per riceverle prima di tutta Internet? Inoltre, da quanto appare dal video, le news in questione sono normalissimi testi Rss e immagini bidimensionali, cioè roba fruibile senza magia in qualsiasi browser almeno da 1015 anni. Averli messi per primi in un ambiente tridimensionale sarà pure una grande impresa a livello tecnico, ma che senso ha? Non è come un tostapane con antenna satellitare?

E poi, francamente, quando ho visto la piramide magica mi sono chiesto se è stata messa lì per invidia del Louvre o per consolare chi è arrivato all’Università avendo letto solo il Codice Da Vinci. Anche perchè non sembra esserci altro che giustifichi uno sforzo del genere. Ragazzi, ma ad almeno diciott’anni davvero avete bisogno di cartoni animati e videogame che funzionano bene solo con la banda larga, solo per scaricare podcast, leggere notizie e fare ricerche online? Boh.

Se ci sono aziende italiane capaci di ricostruire fedelmente luoghi ed edifici in 3D forse è meglio fargli fare cose più urgenti, tipo modelli fedeli dei nostri monumenti prima che caschino a pezzi.

Gli ambienti virtuali interattivi in 3D hanno sicuramente un posto nella didattica moderna, ma quando ci si fa qualcosa di utile e impossibile con altre tecnologie. Tutto quello che è descritto nella presentazione di Federica o visibile in quel video mi pare roba fattibilissima con mezzi ben più semplici e sicuramente utilizzabili con qualsiasi computer e connessione Internet, quindi a costi minori per gli studenti e magari anche per l’Università.

E se le cose stanno così, forse in un paese che non trova soldi per la banda larga, un Ateneo statale che deve anche stringere la cinghia dovrebbe stare più attento a evitare certe spese per sè e per gli iscritti e garantire a tutti l’ingresso.

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