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Non sappia la tua mano... che l'altra impugna un iPhone

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Duemila anni fa, Gesù diceva “Non sappia la tua sinistra quel che fa la destra” (Mt 6,3). Qualche giorno fa, invece, l’Italia ha fatto una figura descrivibile come “Non sappia la mano di chi risponde (male) a questionari ufficiali quel che impugna la mano del suo capo, cioè del Presidente del Consiglio”.

Da CHI volete difenderli, i figli, su Facebook?

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Ho scoperto solo oggi, perché ha ricominciato a essere condiviso, un articolo del 2014 su privacy e minori che, in un certo senso, fa più danno che altro: “Perché METTO le foto dei miei figli online”. I modi in cui fa danno sono due.

Il primo è che confonde Facebook con Internet, o come minimo non aiuta chi già li confondeva. Ma il problema vero è che (tanto quanto l’articolo che sostiene la tesi opposta!) nemmeno sfiora la prima cosa da sapere su Facebook o qualsiasi altro ambiente online che funzioni nello stesso modo.

Auto fai da te? No, grazie

Mesi fa Luca Vinci ha scritto, nell’articolo Software libero e risorse comuni: “Il software libero, così come l’informazione condivisa e la conoscenza diffusa (che ne sono il fulcro) hanno però un qualcosa in più rispetto ad altri beni comuni, sono infatti risorse il cui valore aumenta con l’incremento della condivisione”. Io replicai segnalando questa mia chiacchierata con John Wilbanks di Creative Commons, che spiega perché gestire i beni comuni materiali come Software Libero è molto più complicato.

Luca rispose

Certificati di vaccinazione computer per navigare su Internet? Stiamo scherzando?

L’impegno con cui certe aziende provano a far passare i guai creati dai loro prodotti e metodi come problemi assolutamente generali di cui loro non hanno alcuna colpa, che dovrebbero essere risolti da qualcun altro con denaro pubblico, è impressionante.

Se morissi adesso, chi baderebbe al tuo computer?

Abbiamo visto tutti, almeno una volta, uno di quei filmoni romantici e strappalacrime in cui qualcuno muore ma, un secondo prima di andarsene dice a chi lo sta abbracciando “promettimi che quando io non ci sarò più penserai tu a X”, dove “X” normalmente è un figlio ancora in fasce, genitori malati, la dimora di famiglia da sette generazioni o qualche animale domestico. Tutte le volte, non importa quanto siano gravi le condizioni del moribondo, questi riesce a resistere finchè chi gli tiene la mano gli risponde più o meno “Certo, non preoccuparti, X è in buone mani. Penserò io a tutto, so cosa fare”.