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Cosa non mi piace di Book in Progress

Book in Progress è il progetto di autoproduzione di testi scolastici più famoso d’Italia. Secondo me ha un potenziale notevole ma anche diverse mancanze che, sempre secondo me, sono abbastanza serie. Poichè mi sono ritrovato non so quante volte a ripetere le stesse cose su forum e social network, provo a riassumerle qui in forma schematica e più breve possibile.

Scuola 2.0: solo per i colossi, e senza Book in Progress?

La settimana scorsa Repubblica ha pubblicato una sorta di spot pubblicitario mascherato da articolo, comunque interessante e con un titolo onesto:

Book in Progress, un'interessante finestra sulla scuola italiana

Book in Progress è un progetto nazionale di autoproduzione di testi scolastici salito sulla ribalta un paio di anni fa, provocando domande come:

Anche il Corriere scrive a senso unico di Book in Progress. Perché?

Ho appena scoperto (scrivo alle 9 del 6 agosto 2012) che sarebbe uscito un nuovo articolo che parla, fra l’altro, del progetto Book in Progress del Maiorana di Brindisi.

Book in Progress contro i professori copioni? Mah...

Ermanno Ferretti ha commentato su Scuola che Fa Rete il mio precedente articolo su Book in Progress. La sua risposta solleva questioni importanti e spero che la leggano tutti, ma secondo me parte un po’ fuori tema rispetto a quanto avevo scritto e la sua ipotesi centrale mi sembra debole.

I miei articoli su Book in Progress...

… al momento sono, come vedete nella schermata, al terzo e quarto posto dei risultati di Google su quel progetto. Meno male, così forse prima o poi anche tanta altra gente gli porrà le domande sui vari punti poco chiari di questa iniziativa fatte nei miei precedenti articoli su Book in Progress.