Quel che ho capito finora delle app anti-COVID19

 

Sperando di sbagliarmi…

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In questi giorni di quarantena impazzano, fra le altre cose, le discussioni su se e come si dovrebbero tracciare gli spostamenti di tutti i cittadini con app da installare sui telefonini, o altri sistemi che sfruttano comunque dati legati o ricavati dai medesimi.

Per ragioni di lavoro e personali seguo parecchi gruppi di discussione in cui si sta parlando dei vantaggi, limiti e rischi di sistemi del genere. Dico subito che non ho avuto tempo di approfondire come meritano nessuna di quelle discussioni e soluzioni, per le ragioni spiegate a fondo post, e quindi non sono ancora riuscito a farmi un’opinione precisa. Ma qualche cosetta ho la sensazione di averla capita comunque, e forse non e’ utile solo a me. Partiamo dall’ovvio:

  • i problemi di privacy e controllo permanente delle masse non sono inventati. Negarli o sottovalutarli e’ stupido
  • soprattutto in Italia, “niente e’ piu’ definitivo delle cose provvisorie” (diceva il primo capoufficio di mia madre, in un’altra era)
  • ne sappiamo ancora troppo poco di COVID19. Piu’ dati si raccolgono meglio e’
  • le app possono essere solo una parte di una strategia completa. Per esempio, senza avere anche abbastanza attrezzature e personale per fare subito tamponi a tutti quelli con contatti a rischio, rilevare quei contatti serve a poco
  • se si fa perche’ puo’ funzionare come si spera, si deve usare una sola app o sistema unico per tutto il paese, quale che sia. Fare altrimenti fornisce solo dati inutili perche’ non comparabili o parziali, che per riordinarli si finirebbe dopo l’epidemia

In sostanza, la prima cosa che mi pare di aver capito finora e’ che non possiamo andare avanti solo con quarantene generali a tempo indefinito, ma nemmeno abbracciare ciecamente boiate che potrebbero fare piu’ danno del voto online o di Amazon Ring.

Oltre a questo, mi pare di aver capito altre due cose

La prima e’ che diverse delle obiezioni su efficacia e copertura delle app di tracciamento mi sembrano davvero scuse da bambini che non vogliono andare a nanna.

L’altra e’ che troppe proposte e dibattiti fra specialisti mi ricordano tantissimo le guerre di religione di vent’anni fa tra KDE e Gnome, o prima ancora fra VI e Emacs (Non avete la minima idea di cosa sto parlando? Appunto):

dottissime interminabili ginnastiche mentali tecnico-etico-giuridiche, tutte in buona fede, ma tutte tanto corrette nel merito, quanto ignoranti di come ragiona l’altro 99% dell’umanita’ che non ne capirebbe due righe.

E se…? E se…?

Per spiegarmi meglio, ecco un campione incompleto di alcune cose che ho letto piu’ volte:

  1. e se scordo il telefono a casa?
  2. e se non so che dovevo installare l’app?
  3. e se non sono capace di installarla?
  4. e se non voglio?
  5. e se non la installo per qualsiasi motivo, chi se ne accorge?
  6. e se non ho uno smartphone?
  7. la gente non accettera’ mai di essere sorvegliata cosi’!!!
  8. se mi obbligano a installare roba che mi spia lascio il cellulare a casa!
  9. la mia soluzione non spia nessuno e non conserva dati sensibili! Sono io che posso usarla volontariamente per verificare se e come potrei essere stato contagiato! La mia liberta’ vale ben piu’ del rischio di morire di virus!

Sul serio?

Stiamo parlando di un popolo, se non di una specie, che e’ stato appena obbligato per legge a cambiare i seggiolini per non dimenticarsi in auto i bambini. Quel 98 / 99% di Italiani che non sta passando questi giorni cercando di evitare (concreti, ripeto) disastri di sorveglianza a tappeto, dimentica a casa piu’ il portafoglio che il cellulare.

Non sapere che si deve installare l’app, o dove trovarla? In questi giorni? Qui non si capisce piu’ cosa c’e’ in TV perche’ qualunque canale e’ pieno di sovraimpressioni o spot sul coronavirus ogni 10 minuti. Sul serio si crede che lo si “debba” trovare, un avviso di andare su www-cliccaqui-per-installare-app? Chi non se ne accorge sta in coma, altro che “lo devo trovare”.

Difficolta’ di installazione e configurazione? Alcune proposte di tracciamento non richiedono nemmeno di installare app. Per le altre, crediamo davvero che non esista un modo di fare una app (se e’ di quello che c’e’ bisogno) con un SOLO bottone che fa registrare in qualche database centrale che il tuo smartphone si e’ attivato, in modo che i gestori telefonici possano poi segnalare alle autorita’ “abbiamo N sim registrate su smartphone, questi sono i titolari di quelle che ancora non hanno installato”? A livello solo tecnico, intendo?

E se installare un’app lo sostituisce, il blocco, vedrete che pure i pensionati meno digitali troveranno il modo di farselo installare subito da badante, nipoti eccetera… esattamente cosi’ come e’ sempre stato finora, con WhatsApp e tante altre menate.

“Non voglio”? Le persone che fanno ancora la spesa 6 Euro alla volta o infiammano la prostata del cane per poter uscire ogni giorno, ti dicono “non voglio”, nel momento in cui gli si dice “installa questo e potrai finire la quarantena”? Questo e’ un argomento inesistente, per almeno il 95% degli Italiani.

Niente smartphone? Quelli che ancora non hanno lo smartphone sono quasi tutti anziani gia’ andati, o chiusi in casa. Anche gli si dovesse regalare uno smartphone d’ufficio, sarebbe il meno. Chi glielo regala, dite? Secondo voi, gestori o catene tipo Mediaworld non farebbero a pugni per agganciare cosi’ chi ancora gli resiste, se appena il governo gliene desse occasione?

A parte questo, “non voglio” non esiste proprio. E’ proprio quello il punto. Se una app o altri sistemi di tracciamento non servono o non siamo in grado di sfruttarle (per esempio, per mancanza di tamponi o altre cose “non digitali”), OK, non va adottata per niente. In caso contrario, appena e’ disponibile va installata e tenuta fino a fine epidemia non puo’ che diventare un obbligo quanto quello del certificato, punibile con multe salate. Stiamo parlando di multe per chi non mette mascherine che spesso non si trovano, e non si dovrebbe farle su qualcosa che hanno quasi tutti sempre in tasca? Ma davvero sono argomenti questo?

App che vanno usate attivamente, per scoprire volontariamente, da soli, nel pieno rispetto della privacy, se si e’ stati vicini a qualcuno infetto? Siamo sempre la specie che ancora fuma alla faccia delle foto sui pacchetti di sigarette, che usa 1234 come password, e che va in tilt se una icona cambia colore da una applicazione all’altra, ve lo ricordate o no? Se vi illudete che qualsiasi sistema di tracing e prevenzione contagi basato su azioni attive e regolari degli utenti servirebbe a qualcosa senza milioni di chiamate “di supporto”, guardatevi meglio intorno. Se ci serve un sistema di tracing, deve essere qualcosa “fire and forget”, in cui l’unico impegno dell’utente deve essere qualcosa che gia’ fa, vedi paragrafo precedente.

Magari ne viene fuori pure qualcosa di buono

Si’, il rischio che app o qualsiasi altro sistema di tracciamento “d’emergenza, provvisorio” causino problemi serissimi di controllo politico e sociale a lungo termine esiste. Eccome se esiste. Ma se salva vite e permette una vita piu’ normale, adottare il tracciamento potrebbe avere anche altri vantaggi.

Oggi siamo solo in pochissimi a farci problemi di profiling, big data e via dicendo. Il 95 / 98% della gente non riesce proprio a capire di che parliamo. Qualche settimana di violazioni della privacy alla coreana, con annunci tipo “se siete stati a ballare salsa al Fiesta domenica scorsa, fatevi testare perche’ c’era pure il signor Ciccio Pasticcio che oggi e’ positivo” potrebbero finalmente convertire anche le massa alla causa della privacy. Cento volte piu’ velocemente di mille dotti e accorati articoli che si appellano al Garante.

Colpa della gggente? NO

Tutte le mie osservazioni che “il 95% degli italiani non capisce o non si cura affatto di X” non sono affatto insulti, o commiserazione di quelle persone! Sono semplicemente un invito a prendere atto della realta’, per non ripetere certi errori del passato.

Oggi abbiamo problemi non solo estremamente gravi, ma pure piuttosto urgenti. Il minimo che si puo’ fare nel progettare e valutare certe tecnologie e’ sforzarsi seriamente di vederle anche con gli occhi della gente comune, anziche’ perdere tempo su obiezioni e scenari che sarebbero bloccanti solo per chi adorava programmare H24 dentro casa pure prima. Tutto qui.

Perche’ non lo faccio IO?

Perche’ non sono un programmatore, e perche’ sono gia’ impegnato a tempo pieno o quasi nel cercare di continuare a pagare i conti con altre attivita’, anche in questo campo ma ad altri livelli e punti di vista. Riguardo al COVID19 poi, senza nemmeno farlo apposta mi sono ritrovato a occuparmi soprattutto di come dovrebbe essere il mondo DOPO. A questo proposito, se qualcuno volesse tradurre in Italiano o qualsiasi altra lingua tutto o parte di quei post, mi contatti,grazie.

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