Percloud e la signora Maria, o come liberarsi di Facebook. Magari creando lavoro

antefatto: percloud è la mia proposta per un’alternativa a Facebook, Gmail &C. Leggendola, Daniele mi ha scritto e ne è seguito lo scambio di email riassunto qui sotto, che spiega come percloud sarebbe alla portata di tutti e, se tutto va bene, magari potrebbe anche creare qualche opportunità di lavoro

Ciao Marco,

Ho letto le slide riguardo percloud… veramente interessante, complimenti per l’idea.

Una preoccupazione che ho è il costo: ogni utente dovrebbe avere una sua istanza virtualizzata, se non ho capito male, cosa che al momento è un po’ fuori dalla portata della signora Maria… o sbaglio? Io mi sono costruito qualcosa del genere ma sborso qualcosa come 50Euro/mese, che potrebbero ridursi magari a 35. Cifre che quasi nessuno oggi vorrebbe spendere per un insieme di servizi ciascuno dei quali si trova già gratuitamente in rete, dovendosi in più sobbarcare la responsabilità dei backup.

Io ho risposto così

  > Una preoccupazione che ho è il costo... o
  > sbaglio?

no, non sbagli affatto.. ma solo se guardi alle strutture di prezzi attuali.

Pure i cellulari e le telefonate da mobile costavano un occhio della testa quando TUTTI erano convinti, dalla “signora Maria” all’amministratore delegato di Nokia, che potessero servire solo ai professionisti.

Io pago ~20 sterline/mese per avere già oggi la mia percloud artigianale, che è proprio quella da cui ti sto scrivendo questa email (e da cui voi lettori leggete questa pagina, NdR). Ma questo SOLO perché oggi offerte e prezzi sono dimensionati per POCHI utenti, ma che hanno generalmente bisogni MAGGIORI di un individuo.

Moltiplica la richiesta di account Web piccoli per 100/1000/10000.., come sono SICURO che accadrà se riuscirà a realizzare percloud, e vedi se i prezzi non scenderanno. Anche perché un data center di quartiere (reti civiche??) per offrire a prezzi “politici” servizi del genere non costa mica miliardi. E avendo un IP fisso, o altri accorgimenti, ospitare la propria percloud a casa su Raspberry Pi o simili, con backup automatici incrociati fra parenti o amici potrebbe costare anche meno.

  > quasi nessuno oggi vorrebbe spendere per un insieme di
  > servizi ciascuno dei quali si trova già gratuitamente in rete,
  > dovendosi in più sobbarcare la responsabilità dei backup.

Risposta 1: inizialmente, la percloud è proprio per chi vorrebbe tanto potersela prendere, quella responsabilità, ma non lo fa solo perché richiedebbe più di qualche clic, non perché costerebbe qualche Euro all’anno. E il backup potrebbe essere automatizzato a bassissimo costo in vari modi, se vuoi te ne parlo un’altra volta.

Risposta 2: In prospettiva, per quanto riguarda i costi, vedi sopra. 35E/mese no, ma tu crea un mercato per portali a 5Euro/mese o meno, di’ al genitore medio “ecco un’alternativa per far stare suo figlio online senza i rischi di Facebook” e vedi se il mercato non parte. Tanto per citare uno fra i mille scenari che diventerebbero abbordabili a tutti, creando anche nuove possibilità per consulenti e piccoli fornitori di hosting.

Lavorare di percloud?

Ragionando su questo, Daniele mi ha risposto (riassunto mio):

Una percloud potresti farla da solo girare su un computer in casa (perché se è virtualizzato altrove, si perde gran parte del vantaggio privacy)… oppure potrebbe funzionare in “condominio” cioè in un data center.

Già perché… la signora Maria da dove parte? Di sicuro non installandosi in casa un raspberry o creandosi un server virtuale su amazon. Deve poter partire.. [come servizio gratuito] come un qualsiasi gmail o facebook. Sapendo però che è sempre possibile scaricare [gratuitamente e senza alcuna perdita di informazioni] il nocciolo – i propri dati e le proprie configurazioni – e che questo nocciolo potrà essere eseguito su qualsiasi cosa

Questo modello consentirebbe, forse, anche di costruire un business per promuovere lo sviluppo della parte open-source. Es: i primi N utenti del servizio hosted sono gratis. O ancora… (NdR: qui c’erano tante proposte che taglio per brevità, chi è interessato chieda).

Insomma… ci si piò ragionare in modo che non sia solo un sistema per informatici sovversivi, ma che chiunque può iniziare ad utilizzare gratuitamente e semplicemente (fino ad un certo limite!). In questo modo, anche chi lo sviluppa potrebbe guadagnarsi da vivere.

Risposta: a queste considerazioni di D, che ringrazio perché rafforzano la mia speranza che percloud offrirebbe anche possibilità di lavoro legate al Software Libero, ho solo due cose da aggiungere.

Primo, che percloud è un insieme di software quasi tutto già esistente, cioè che già si mantiene comunque per conto suo e quindi NON peserebbe su percloud. Percloud è solo un nuovo tipo di distribuzione Gnu/Linux, e proprio per questo è una buona idea (link in Inglese). Questo per dire che certo, chi lo sviluppa (mica per forza o solo io) deve guadagnarsi da vivere, ma non sarebbe un’impresa titanica, ovvero molto costosa. Sarebbe molto più sostenibile di tanti progetti faraonici che girano.

Infine, il punto più importante: percloud non è affatto, dall’inizio, un sistema per “informatici sovversivi” (come il sottoscritto…). Casomai da informatici come quelli, ma è proprio e solo per la gente comune. Perché io e tutti gli altri “informatici sovversivi” non abbiamo affatto bisogno di percloud per noi.

Noi “informatici sovversivi”, roba che funziona così ce l’abbiamo e la usiamo già da un pezzo. È proprio con il software che vorrei riusare per percloud che io ho già questo blog, i miei bookmark sempre online e il mio servizio email personale. È proprio grazie a quel software già esistente che quando Splinder ha chiuso mi son fatto una grossa risata. Quello che manca è “impacchettarlo” in modo che sia davvero usabile da tutti, e meno “grezzo” all’aspetto di adesso. Secondo me farlo è molto più facile di quanto si potrebbe pensare, se si inquadra il problema nel modo giusto (link in Inglese).

Trattandosi di Software Libero, chiunque può far partire percloud, cioè fare uno studio di fattibilità serio e una specifica completa di come dovrebbe funzionare. Chi vuole che lo faccia io, visto che sono anni che ci ragiono sopra, può contribuire qui, perché quello sarebbe l’unico modo per me di lavorarci, e spargendo la voce. Grazie.

Nota tecnica finale per tutti gli informatici, sovversivi e non: prima di dire che percloud non serve perché c’è Diaspora, FreedomBox, Mailpile, arkos… leggete le FAQ per favore.

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3 thoughts on “Percloud e la signora Maria, o come liberarsi di Facebook. Magari creando lavoro

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