Italia, amministratori analogici e turisti digitali

(aggiornamento 14 ottobre 2013: se questo post vi sembra improbabile o errato leggete cos’è successo davvero, proprio a Bari, 15 mesi dopo la sua pubblicazione)
La Regione Puglia si è arrabbiata perché un volantino preparato da Provincia, Questura e Corpo Consolare spaventerebbe i turisti in arrivo di Bari. La storia è interessante per due motivi.



Il primo è che sembra un altro caso di istituzioni che non si parlano quando e quanto dovrebbero, tanto paga Pantalone. Cito da Repubblica

L’iniziativa di Provincia, questura e corpo consolare non è però piaciuta alla Regione

e chiedo: ma Regione, Provincia, Questura e Corpo Consolare non si sono parlati prima di mettere in mezzo un’agenzia di pubblicità, marketing e comunicazione il cui nome è visibile nel volantino stesso (*)?

Il secondo motivo, ancora più importante, è incoraggiare non solo e non tanto quelli direttamente coinvolti in questa storia, ma tutti i politici e dirigenti pubblici italiani a studiare seriamente come funzionano il mondo in generale, e il turismo in particolare, in questo secolo.


Sempre secondo Repubblica, l’assessore al Turismo della Regione Puglia ha scritto nero su bianco in una nota: “A proposito del cosiddetto volantino antiscippo per i turisti che giungono a Bari, piuttosto che una polemica urge una decisione, quella di bloccarne la diffusione

Bloccare la diffusione di un volantino cartaceo già pubblicato su Internet in formato PDF e Jpg? Caro assessore, ormai è inutile bloccare il volantino cartaceo (se non per risparmiare le spese di stampa). Potrei dire che il motivo è che io stesso, fra qualche giorno, nella versione inglese di questo sito, dirò a tutti i turisti del mondo che se vogliono visitare qualsiasi grande città in Italia o altrove dovrebbero proprio scaricarsi quel bel volantino dal sito di Repubblica.

Perché se, come riferisce BariSera “è certo che a Roma, Milano, Torino, ma anche a Venezia, Firenze, Bologna o Pescara, nessuno ha mai realizzato nulla di simile” è vero anche ormai non ce ne è più un gran bisogno: i consigli di quel volantino sono validi dappertutto, l’unica parte specifica è l’elenco dei numeri di telefono.

Ma il vero motivo per cui non c’è bisogno di bloccare il volantino cartaceo non è che io, e sicuramente qualcun altro, faremo notare che ormai chiunque può scaricarselo dal sito di Repubblica.

Il motivo vero è che i turisti che arrivano a Bari in questo secolo ormai si sono già quasi tutti informati da soli su Internet su se, quanto, come e dove la città è pericolosa, e cosa fare per stare tranquilli.


Caro Assessore, la maggioranza di quei turisti, prima di prenotare la crociera, altro che all’arrivo in porto, avrà digitato Bari, tourism e safety in un motore di ricerca, trovando immediatamente su Virtual Tourist, WikiTravel o World Nomads:

  • praticamente gli stessi consigli stampati nel volantino
  • diversi turisti che (a costo zero per Comune, Provincia e Regione…) rassicurano gli altri, dicendo sostanzialmente le stesse cose che ha detto lei, cioè che oggi Bari, città vecchia inclusa, non presenta particolari problemi di sicurezza

Se oggi le cose vanno così, mi pare difficile che distribuire un volantino in città possa spaventare i turisti al punto da farli scappare e chiedere rimborsi. Ma per le stesse ragioni, se non c’è dubbio che i turisti “vanno informati, stimolati, aiutati a scoprire le eccellenze cittadine, garantiti da buone condizioni di sicurezza e da una efficace offerta di servizi”, è molto probabile che il modo più efficace di farlo, prima di pensare ai volantini, sia una presenza online più efficace.


(*) a scanso di equivoci, tengo a precisare che non ho assolutamente nulla contro l’agenzia in questione, di cui ignoravo addirittura l’esistenza prima di trovare il loro nome nel volantino, e che comunque trovo giusto affidare a professionisti la realizzazione di certi lavori, e pagarli adeguatamente. L’unico motivo per cui ho menzionato l’agenzia è per provare che questa polemica è scoppiata dopo aver impegnato soldi pubblici, anzichè prima.

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