Le nuvole che ti aiutano a capire cosa c'è veramente in un discorso

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Circa 25 anni fa ho letto per la prima volta Fondazione, di Isaac Asimov. Non so bene perché, ma una delle cose che mi hanno colpito di più è quel punto in cui Asimov racconta il potere dell’analisi matematica per scoprire il vero significato di un testo (1):

Vedete, esiste una branca del sapere umano, conosciuta sotto il nome di logica simbolica, che può essere usata per eliminare tutte le parole inutili che rendono oscuro il linguaggio umano. L'ho applicata al trattato fra l'Impero Galattico e i nostri avversari: circa il novanta per cento del testo è stato scartato dall'analisi come privo di significato, e le conclusioni ricavate possono essere riassunte come un riconoscimento che l'Impero è nostro alleato ma... non può e non intende far nulla per proteggerci.
_"Ma allora che dovremmo pensare delle assicurazioni di appoggio da parte del rappresentante dell'Impero? Sembravano... soddisfacenti"_
Questa è la parte più interessante. Ho registrato tutte le sue affermazioni e ho fatto analizzare anche quelle. QUando sono riusciti a eliminare ogni affermazione priva di significato, le parole incomprensibili, gli aggettivi inutili, in breve tutto ciò che era irrilevante, **non era rimasto niente**. Signori, in cinque giorni di discussioni, Lord Dorwin "non ha detto assolutamente nulla", ed è riuscito a fare in modo che voi non ve ne accorgeste.

Oggi c’è qualcosa di simile alla logica simbolica come la vedeva Asimov che forse non è altrettanto potente, ma si può usare in maniera simile e soprattutto può essere usato da chiunque: le nuvole di parole (in inglese word clouds).

Le nuvole di parole sono immagini generate al computer che contengono quasi tutte le parole presenti in un dato brano di testo. Più una parola è frequente, più è scritta in grande. Di conseguenza, le nuvole di parole sono un sistema abbastanza efficace di visualizzare il vero contenuto di discorsi, articoli e relazioni. Le nuvole possono fare questo in due modi: più una parola è grande, più era importante per chi ha scritto quel brano, o almeno questa era l’impressione di sè che voleva darvi. Allo stesso tempo, e per le stesse ragioni, più una parola è piccola meno interessava effettivamente all’autore (anche se lui dice il contrario!).

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Le nuvole di parole possono essere generate gratis su Internet su siti come WordItOut o Wordle. Per darvi un’idea concreta e spiegare meglio perché mi affascinano, ho creato con Wordle la nuvola di parole del discorso del 29 settembre 2010 di Silvio Berlusconi sul programma di governo. Fra le parole più grandi ci sono maggioranza, federalismo e riforma. Fra quelle più piccole troviamo rispetto, famiglie e giustizia.

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Dopo Berlusconi ho ripetuto lo stesso giochetto con il discorso di Barack Obama nel 2009 al Cairo. Qui le parole più grosse sono People, World e America (popolo, mondo e America) e in piccolo troviamo change, tolerance e aspirations (cambiamento, tolleranza e aspirazioni).

Intrigante, no? Certo, le nuvole di parole si devono prendere con beneficio d’inventario e facendo molta attenzione al contesto. Parole come “riforma” o “mussulmani” sarebbero le più frequenti sia nei discorsi di chi vuole soprattutto riforme o una società multietnica e pensa solo a quello, sia in quelli di chi odia sia l’una che gli altri. Nel discorso di Berlusconi è assente la parola “donna”.

Il piazzamento in una nuvola di parole dipende anche dalla formattazione. È per questo, secondo me, che la parola “Applause” è così grande nel discorso di Obama: perché quando appare è sempre l’unica della frase, quindi sembra speciale. Detto questo, le nuvole di parole sono davvero affascinanti e fanno venire in mente almeno due cose:

  • sarebbe bello se tutti gli elettori iniziassero a usarle regolarmente, ogni volta che devono decidere chi o cosa votare. Anzi, forse non sarebbe bello, sarebbe ora.
  • il messaggio non troppo nascosto dietro tutte queste nuvolette (per non parlare delle pubblicità dentro Gmail o Facebook) così facili da generare è che è altrettanto facile capire automaticamente cose è più rilevante per voi, analizzando bacheche, post nei blog e altre comunicazioni digitali
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Per la cronaca, il potenziale nella poltica e nella cultura di questa e tante altre tecnologie digitali è uno degli argomenti del mio nuovo corso di Cittadinanza Digitale. Per darvi un’idea di alcuni di questi impatti, ho fatto una nuvola di parole anche del mio pezzo Cos’è più importante, l’alfabeto o la penna?.

(1) questo è solo un mio riassunto, il brano completo (magnifico) si trova in Fondazione (o Cronache della Galassia Centrale), reperibile anche su Internet

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