Vogliamo più presentazioni di Linux nei supermercati!

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Lo scorso ottobre ho scritto della prima presentazione del Software Libero in Italia in un ipermercato Coop, che mi pareva, e mi pare tuttora, “un’idea meravigliosa, che spero verrà imitata molte volte in futuro, perchè è una prova che il Software Libero non è affatto un tema noioso da lasciare ai professionisti dell’informatica!”

Quando uscì, quell’articolo ricevette qualche complimento e la seguente critica, nata dal fatto che spiega come e perché la Coop promuoveva il sistema operativo libero Gnu/Linux anche se (a ottobre 2010, non so adesso) non lo vendeva nè usava internamente:

“io [se fossi un promotore di Linux] eviterei di pubblicizzare questa pagina però… perché lo dovrebbero fare i sostenitori di Windows :) Non mi sembra molto utile per favorire la gente ad avvicinarsi al mondo Linux… Mi sembra che portare l’esempio di Coop che non usa Linux e non vende Linux spiegando che, alla fine, non ne vale la pena, sia controproducente. Posso anche concordare con le scelte di Coop, ma non vedo la necessità di pubblicizzarle”.

Spedii subito una risposta dettagliata, che finiva così: “stimolare la discussione su tutti questi temi è uno dei motivi per cui ho voluto quell’articolo, più se ne fa meglio è. Però stare a discuterne fra noi due soli è praticamente inutile, molto meglio parlarne in pubblico”.

Non ho potuto farlo prima per mancanza di tempo ma ora ecco qui, proprio per quel motivo, la mia risposta completa alla critica riportata qui sopra.

A me quell’articolo sulla presentazione di Software Libero in Coop sembra molto utile al Software Libero (nel senso che è proprio per questo che ho voluto farlo) perché può favorire tanti sostenitori di Linux ad avvicinarsi al mondo reale, in due sensi.

Il primo è capire che le cose non cambieranno …finchè non si andrà a parlare con la massa della gente normale. Che è quella che il sabato pomeriggio sta nei centri commerciali, certo non va di sua iniziativa in scuole o Università a sentir parlare di software. Quella singola presentazione in quel posto può fare molto di più per il Software Libero di tutte le altre dimostrazioni che Linux ha un costo complessivo (TCO in Inglese) minore di Windows seguite da pochi eletti nelle altre 132 sedi del Linux Day 2010. Fra parentesi, è proprio in questo spirito e come volantino di quella specifica presentazione che scrissi le Nove domande per il Linux Day (o qualsiasi altro momento).

L’altro motivo è far capire, o ricordare, che ancora tante aziende e pubbliche amministrazioni ragionano come Coop. Il fatto che il cosiddetto TCO di Linux oggi sia effettivamente, in certi casi, maggiore di quello di Windows, andrebbe nascosto? Oppure andrebbe riconosciuto per capire come cambiare le cose?

Sulle ragioni di Coop per tenere Windows ci sarebbe tantissimo da dire. Forse lo farò un giorno, ma può farlo chiunque subito, su un altro sito o aggiungendo un commento qui se credete. Però, da oggi chiunque può, proprio citando quel mio articolo, chiedere a Coop o Gartner di giustificare quella loro scelta per esporne le debolezze. Io, per ora, ho riportato le cose come effettivamente stanno.

Perché non avrei dovuto farlo? Su un sito, fra l’altro, in cui di più di 200 articoli quello è il primo in cui appaiono (come dichiarazioni di terzi, nemmeno come mia affermazione) parole a favore di Windows? Inoltre, se non si pubblicizza il fatto che anche chi non usa Linux e non lo vende ora (vedi paragrafo successivo) ritiene utile “studiare” questo fenomeno dandogli spazio (vedi nota finale del rappresentante di Coop da me intervistato), cosa si deve pubblicizzare? Il fatto che quelli a cui piace Linux usano… Linux? Cosa fa più notizia?

Per quanto riguarda la seconda parte della critica, “portare l’esempio di Coop che non usa Linux e non vende Linux…” chiedo a chi la condivide di rileggere l’articolo in questione. Il rappresentante di Coop ha detto esplicitamente che loro i netbook con Linux li vendevano, ma hanno smesso semplicemente perché non li comprava quasi nessuno. Se ai clienti Coop (cioè alla gente comune) oggi non frega nulla di Linux come la cambiamo questa situazione? Andando a parlare a loro dove loro si trovano, o a qualcun altro? Spero che nel 2011 di presentazioni come quella ce ne siano molte di più.

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