Un effetto collaterale di "quel che succede su Facebook e Twitter quando muori"

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(nota: questa è la versione italiana di un articolo che ho scritto in inglese ad agosto 2010, tornata attuale dopo la lettura di Privacy online: occhio ai forum (e a tutto il resto))

La rivista inglese Pc Pro ha pubblicato un articolo interessante su qualcosa che, secondo loro, succende un milione e mezzo di volte l’anno: Come gestiscono le morti dei loro utenti Facebook e Twitter?

L’articolo esamina sia il lato umano che quello amministrativo, di qualcosa di cui avevo già parlato mesi fa: se tu morissi adesso, chi baderebbe al tuo computer?.

Che dovrebbe succedere ai vostri account sui social network? Dovrebbero essere chiusi? Che dovrebbero fare Facebook, Twitter o chiunque abbia i vostri dati? Distruggerli, lasciarli per sempre online come li avete lasciate oppure consegnare le relative password ai vostri parenti più prossimi o incaricati testamentari? Chi dovrebbe avere diritto a quelle password, e quale dovrebbe essere la procedura per richiederle? I due articoli che ho appena citato già discutono i dettagli più o meno tecnici di questo problema. In questa pagina invece voglio sottolineare un effetto collaterale della cosa che non dovrebbe mancare in qualsiasi seria discussione o riflessione personale sull’argomento.

Occuparsi seriamente di certe questioni potrebbe portare a mettere seriamente in discussione uno dei maggiori dogmi delle attuali reti sociali e del cosiddetto “Web 2.0” in generale: “non solo la privacy è un concetto ridicolo e superato, ma non c’è nè deve più esserci nessuna distinzione fra sfera privata e sfera pubblica/professionale”.

Però è un po’ più difficile crederci (se mai lo avevate fatto) dopo aver letto articoli come quello di Pc Pro. Almeno pensando a tutte quelle persone che mischiano continuamente foto delle vacanze, annunci professionali, analisi o recensioni dei prodotti che vendono e racconti della Cresima del nipote, tutto in uno stesso account Twitter o bacheca di Facebook. Stanno forse preparando un giorno (ovviamente più tardi possibile!) in cui i loro colleghi dovranno litigare con i loro parenti perchè i primi vogliono tenere tutto online e gli altri no, o viceversa? Quanto è necessario creare o facilitare certi problemi? E voi come siete messi da questo punto di vista?

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