Scuola in Chiaro non è (per ora) Open Data. Ed è pure monca

 

Appena ho saputo della nuova iniziativa del MIUR chiamata Scuola in Chiaro, cioè ancora prima che andasse online, ho scritto una lettera aperta al Ministro Profumo perchè permettesse a tutti di utilizzare i relativi dati per fornire vari servizi molto utili a tutte le famiglie italiane. Il 12 gennaio 2011 Scuola in Chiaro ha aperto i battenti e ho scoperto alcune cose interessanti.

La prima, facile da immaginare, è che i dati di Scuola in Chiaro non sono affatto aperti, almeno per ora (anche se il Ministro ha lasciato uno spiraglio per il futuro): sul sito c’è scritto chiaro e tondo “Tutti i diritti riservati” e comunque non c’è alcun link da cui scaricarsi tutti i dati grezzi, per usarli come spiegavo nella mia richiesta. Un altro limite di cui non è chiaro il motivo è quello che impedisce di confrontare più di cinque scuole alla volta.

Scuola in Chiaro non funziona sempre. Perché…

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Scuola in Chiaro produce schermate come questa qui soopra, ottenuto cercando licei scientifici in una zona di Roma scelta a caso. Facendo questa prova, ho “scoperto” il limite di Scuola in Chiaro segnalato dallo stesso MIUR]: la completezza dei dati dipenderà anche da ogni istituzione scolastica che “potrà” rendere pubblici i propri dati.

In Italiano corrente, quella frase significa “l’utilità di Scuola in Chiaro è limitata e non sappiamo quanto/quando potrà migliorare, visto che non sappiamo come obbligare le scuole a rendere pubblici certi dati”.

Di conseguenza, non fatevi ingannare se una scuola risulta completamente priva di servizi su Scuola in Chiaro. Potrebbe essere semplicemente, come avviene nel mio esperimento per il Liceo Scientifico Ilaria Alpi di Roma, perchè quella scuola non ha ancora comunicato i suoi dati al MIUR nel modo giusto.

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Secondo Scuola in Chiaro, infatti, il liceo Ilaria Alpi non è vicino a trasporti pubblici e non fa attività extrascolastiche. Una scuola da scartare, insomma. Ma è proprio il sito Web di quello stesso Liceo (cioè qualcuno che pagato con soldi pubblici per farlo) a dirci che di autobus vicino all’Alpi ce ne sono eccome. Cosa che prova, fra l’altro quel che dicevo io nell’altro mio articolo.

Se certi dati fossero aperti, chiunque avrebbe potuto fare una mappa automatica di quali autobus sono vicini a quella o qualsiasi altra scuola. Perché un impiegato pubblico dovrebbe sprecare tempo a mettere online informazioni che un programma può fornire automaticamente? Quanto alle attività extrascolastiche, è sempre il sito del Liceo, col “Pieghevole e Quadro Orario” scaricabile da qui, a dirci che ce ne sono diverse (e pure interessanti!). Ovviamente, anche questo liceo (pubblico) ha un sito con “tutti i diritti riservati”. E ricordo che il liceo Alpi di Roma è solo il primo che ho scoperto per caso, ce ne sono sicuramente tantissimi altri nella stessa situazione.

Rimane il fatto che Scuola in Chiaro oggi non è completamente affidabile e questo non è certo tutta colpa del MIUR. Ma non si potrebbero obbligare, o almeno “invogliare” in qualsiasi maniera, Dirigenti scolastici e segreterie a passare tutti quei dati al MIUR entro un mese? Tecnicamente, si tratta di compilare UN solo modulo online per scuola! Cambiando argomento (ma non tanto) lo sapevate che la iscrizione online (cioè la prima applicazione pratica di Scuola in Chiaro) è molto meno online di quanto sembri dal nome?.

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