Sovranità nell'epoca di Facebook, spiegata semplice

Grazie a una storia di mafia e antimafie.

Su Twitter qualche settimana fa ho visto passare la conversazione visibile in questa schermata:

Sovranità nell'epoca di Facebook, spiegata semplice /img/sequestro-pagina-fb-anti-angeli.png
(SOLO) SE glielo ordina un giudice statunitense

che ai fini di questo post è riassumibile più o meno così:

Domanda: “Federica Angeli non querela. Diffonde fake news. Come per il “sequestro” della pagina Facebook lunanuova2013 che la “diffamava”. Sequestro mai avvenuto [quindi] se la pagina non è stata sequestrata, ci sarà qualcosa di vero in ciò che dice?”

(Non sapete chi è Federica Angeli? Malissimo. Dovete saperlo. Provvedete subito.)

Risposta: “il giudice le ha dato ragione ed ha disposto l’oscuramento di questa pagina. Solo che poi questa pagina è su facebook e facebook la oscura se glielo ordina un giudice statunitense. Ma quello italiano l’ha disposta eccome.”

Questo avveniva 17 giugno 2017. Controllando, ho trovato sulla pagina Facebook pubblica di Federica Angeli un post pubblico del 6 dicembre 2017 in cui la giornalista scrive appunto che:

“la Procura di Roma ha chiesto l’oscuramento delle loro pagine Facebook che Fb, malgrado la richiesta di un giudice, non ha ancora provveduto a fare”

E pure qui c’è scritto:

“la chiusura di pagine dove si commettono dei reati non previsti dal codice americano può essere fatta solo su indicazione della Polizia Postale postale o dell’autorità giudiziaria.

Questo, in teoria. In pratica, a giugno 2018 ho scoperto via Twitter che, come già segnalato (almeno) su Facebook sette mesi prima), non è ancora stata eseguito una richiesta di un giudice fatta PIÙ DI DUE ANNI FA, a meno che non si parlasse di un’altra richiesta.

Per questo, il 13 luglio 2018 ho chiesto direttamente a Federica Angeli se in questo specifico caso il motivo concreto per cui Facebook non aveva ancora provveduto all’oscuramento fosse proprio quello scritto in quei tweet (“la oscura se glielo ordina un giudice statunitense”), o altro. Lo stesso giorno, la Angeli mi ha risposto:

“Esatto. C’è stata anche la pronuncia di un giudice che ne ha disposto il sequestro, eppure Facebook non dà esecuzione”.

In altre parole, quel che abbiamo qui sembra proprio un esempio da manuale di stato sovrano almeno parzialmente impotente di fronte a una multinazionale digitale, che dopo più di due anni ancora ignora una richiesta formale dell’autorità giudiziaria italiana.

Con buona pace di quelli che “non siam più padroni a casa nostra perché comanda l’Europa”.

Congratulazioni e ringraziamenti a Federica Angeli per il suo lavoro.

Un po’ meno a Facebook. E a quelli che ancora “La verità? Deve dircela… Facebook”.