Quando le fabbriche vanno fare i frigoriferi all'estero, ma sempre quelli sbagliati

In questi giorni si parla parecchio, anche se non abbastanza, di Embraco che licenzia in Italia per andare a fare i suoi compressori per frigoriferi all’estero. Ma non si parla abbastanza di che TIPO di compressori e frigoriferi andrebbero prodotti, da Embraco o chiunque altro.

Embraco, azienda del gruppo Whirlpool, ha deciso di spostare dall’Italia alla Slovacchia la produzione di compressori per frigoriferi, lasciando in mezzo alla strada 497 persone. Se non conoscete i dettagli, ce ne sono qui, qui e qui.

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In questi giorni, dicevo, si parla (giustamente) di come quasi 500 famiglie rimarranno in mezzo alla strada grazie a combinazioni perverse di globalizzazione, politiche industriali o loro mancanza, possibili aiuti di stato furbetti. Però, premesso che secondo me quelle famiglie NON vanno abbandonate, questa dovrebbe essere anche l’occasione per ragionare sul fatto che

Embraco in Slovacchia costruirà gli STESSI compressori di adesso

Quanto a lungo, non lo sappiamo. Perché è ovvio che appena Embraco e Whirlpool troveranno un’altro paese con paghe un po’ più basse di quelle slovacche faranno di nuovo i bagagli e tanti saluti. Ma il tema principale di queste righe è un altro, che ovviamente vale per qualsiasi elettrodomestico commerciale attuale, di qualsiasi produttore.

Che sia in Italia o Slovacchia, Embraco continuerà a produrre gli stessi componenti, progettati apposta con lo stesso criterio di oggi: massimizzare i profitti da vendite e manutenzione monopolizzata di elettrodomestici, non la loro durata.

Cinque anni fa, tanto per citare una fra mille fonti possibili, La Stampa concludeva che:

“Ridurre la vita utile dei beni ha alimentato il mercato prima della crisi. È però evidente che, in un mondo in cui le risorse naturali sono un indiscusso fattore limitante e la popolazione mondiale è destinata a raggiungere i 10 miliardi, pensare di uscire dalla crisi solo incrementando i consumi è miope oltre che non sostenibile.”

Gli elettrodomestici “a perdere” sono un problema. Dovunque siano fabbricati

I costi sociali e ambientali causati dall’obsolescenza programmata sono superiori, almeno nel medio/lungo termine, a quelli della disoccupazione. Nel mondo attuale gli elettrodomestici, o qualsiasi altro prodotto, andrebbero progettati mettendo una durata pluridecennale, grazie a modularità e facilità di manutenzione da chiunque, con parti di ricambio generiche, almeno sullo stesso piano dell’efficienza energetica. Quella è innovazione vera, non certo il frigorifero “intelligente” che ordina le uova perché si accorge da solo che sono finite. O quello che consuma il 20% in meno di quello che avete, ma dopo dieci anni va sostituito in blocco, se volete ridurre ancora i consumi.

Frigoriferi? Fateli dove vi pare, basta che siano Open Source

Fino a oggi, come potete vedere qui e qui, la progettazione di sistemi di refrigerazione non proprietari non è stata certo all’altezza di quella rinchiusa da brevetti di Embraco e altri. Ma progetti come questa lavatrice che dura CINQUANTA ANNI sono già possibili:

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e quest’anno è anche partito un progetto per progettare con gli stessi criteri di protezione vera di consumatori e ambiente, vari elettrodomestici:

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Oggi come oggi gli aiuti di stato, in qualunque paese, andrebbero dati soprattutto, se non soltanto, a chi gli elettrodomestici li progetta e produce in QUEL modo.