Su Valigia Blu è appena uscito un tutorial molto chiaro, e tecnicamente ineccepibile, su “Come educare l’algoritmo di Facebook alle nostre esigenze informative”. Secondo me l’unica cosa che gli manca è un sottotitolo.

Il tutorial descrive “alcuni accorgimenti che possono aiutarci a personalizzare la nostra dieta informativa su Facebook” e “Mettere ordine al nostro caos informativo”, poiché, giustamente, “le nostre esigenze informative sono probabilmente diverse da quelle che avevamo dieci, cinque o anche solo due anni fa”.

Come diceva Nietzsche?

Secondo me, il sottotitolo mancante è la famosa frase di Nietzsche: “se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te.”

Facendo quanto spiegato (molto bene!) in quel tutorial percepirete sicuramente un “miglioramento della qualità” di quanto vi mostra Facebook. Ma “educare l’algoritmo di Facebook” significa anche, inevitabilmente:

spiegare per bene a Facebook, gratis e con più dettagli possibile, come fare a influenzarvi OGGI, o cosa non dovreste vedere secondo il SUO tornaconto

In un sistema come Facebook è semplicemente impossibile “educarlo” senza anche aiutarlo in quel modo, con effetti anche, inevitabilmente, negativi. Le due cose sono uguali, per definizione. Ben vengano i tutorial che spiegano come configurare Facebook, soprattutto se scritti bene come quello. Però è opportuno che diano molta evidenza anche questo fatto, tutto qui.

Già che ci siamo…

aggiungo anche un paio di promemoria forse un po’ fuori tema, ma che mi sembrano comunque utili. Primo, configurare Facebook fino all’esaurimento fa poco o niente per risolvere l’altro problema, ugualmente importante, della sua DELIBERATA mancanza di contesto.

Secondo, silenziare significa anche rifiutarsi di riconoscere l’esistenza di certi problemi nel mondo, ma mica li fa sparire. Io continuo a vedere in Facebook persone (inclusi insegnanti, manager, gente che dovrebbe saper fare di meglio, insomma) postare idiozie su vaccini, immigrati e via dicendo. Ma lo faccio apposta. Non li seguo e non li incoraggio, ma non li blocco perchè, come ho già spiegato, mi fa male dimenticarmi che esistano (soprattutto adesso, a poche settimane dalle elezioni).