Fra meno di tre mesi ci sono le elezioni, e votare potrebbe essere un pochino più facile di quanto pensiate. Perché abbiamo già 28 deputati da NON votare mai più nemmeno come fermaporta, in qualunque lista dovessero apparire.

28 deputati da NON votare nel 2018. E nemmeno dopo /img/deputati-da-non-votare.png

I nomi sono questi, ricordateveli (e non perdete tempo a chiedervi o discutere da che parte stanno, a certi livelli di “competenza” non deve fare alcuna differenza):

De Girolamo, Archi, Biasotti, Calabria, Caon, Carfagna, Causin, Luigi Cesaro, Crimi, Fitzgerald Nissoli, Garnero Santanchè, Gelmini, Alberto Giorgetti, Laboccetta, Labriola, Laffranco, Milanato, Occhiuto, Palese, Palmizio,Polverini, Prestigiacomo, Romele, Russo, Sarro, Sandra Savino, Squeri, Valentini

Il motico è che questi deputati hanno depositato una proposta di legge per vietare l’uso “anonimo” di Internet dimostrando come dice bene l’articolo di Next, che raccomando di leggere “di non avere la benché minima idea di come funzioni la Rete, ma vogliono lo stesso combattere hate speech e fake news”.

Il testo della proposta è una perla. Constatando (parole loro) una “assoluta mancanza di global governance del villaggio globale” i 28 hanno concluso che UN solo paese, da solo, può e deve “regolamentare la rete internet [per] ottenere, di conseguenza, una forma civilizzata di spazio telematico”. Con tre pagine di testo e due articoli.

L’articolo 1 dice testualmente:

È vietato immettere in maniera anonima nella rete internet contenuti in qualsiasi forma, testuale, sonora, audiovisiva o informatica, comprese le banche dati…

Al fine di contrastare l’anonimato, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le piattaforme informatiche destinate alla pubblicazione o alla diffusione di informazioni presso il pubblico devono registrare gli utenti tramite il nome dell’utente, la parola d’accesso, l’indirizzo di posta elettronica e il codice fiscale.

Come direbbero gli americani “non è nemmeno sbagliato”, tanto è privo di senso, di basi, di una minima conoscenza corretta di come funzionino davvero Internet, Web, social network e posta elettronica. Di funzionare nel mondo reale, insomma, anche se fosse giusto. Già il fatto che su Internet tutti, anche voi:

  • possono pubblicare, come sto facendo io in questo momento con voi che leggete, SENZA ALCUNA “PIATTAFORMA”, ma direttamente con un sito gestito in proprio:
  • che questa possibilità NON deve essere messa in discussione in nessun paese civile
  • e che sarebbe comunque impossibile farlo tecnicamente (ma secondo voi, se Russia e Cina non ci sono ancora riuscite è per mancanza di volontà?)

sarebbe abbastanza per cestinare tutto. Di roba a questo livello ricordo solo due cose: una, la pensata di William Chumley di vendere solo computer con filtri antiporno preinstallati, l’altra sono le altre proposte di legge quasi altrettanto balenghe già presentate in Italia negli ultimi 1015 anni (in alcuni casi, da alcuni degli stessi nomi, se non vado errato).

Fa niente. L’importante, sul serio, è NON votare nessuno di quei 28 il prossimo marzo. E sia ben chiaro che qui non c’entrano niente destra, sinistra, avanti o indietro. Chi fa proposte così è solo sotto il livello minimo di competenze necessario per legiferare.

PS: a proposito di livelli minimi di competenza (e cultura comune): in un certo senso, questa proposta di legge è anche un’altra prova che di libri come questo, e di farli leggere agli Italiani, ce n’è un gran bisogno, quindi mandatemi suggerimenti per metterlo insieme!.