Oggi Internet è piena di denunce e consigli per i genitori che, postando senza pensieri le foto dei loro bimbi su Facebook, favorirebbero la pedopornografia, dando ai pedofili materiale da rubare e scambiarsi via Internet, per farne di tutto. Gran parte delle giustificazioni fornite per quei consigli sono ridicole.

La pedopornografia e i relativi abusi sui minori sono problemi reali e gravissimi. Ma proprio per questo vanno trattati “con rispetto”, nel senso che non bisogna parlarne a vanvera, tanto per stimolare isteria e confusione. E prima i genitori imparano seriamente una o due cosette reali sui pericoli di Facebook, meglio è.

  1. finchè l’unico uso che viene fatto di quelle foto è masturbarcisi sopra, magari dopo averne fatto chissà quali fotomontaggi… fa schifo e va perseguito lo stesso, ci mancherebbe. Ma quasi certamente i minori coinvolti non ne avranno alcun danno. Che garanzie avete che, in questo preciso momento, qualcuno non stia facendo chissà che fantasie su di VOI, semplicemente perché vi ha visto passare per strada? È qualcosa che potrete mai impedire? Di conseguenza, dovreste perderci il sonno, o mettere la faccenda nello stesso scaffale mentale dove stanno gli asteroidi che potrebbero colpirvi domattina?
  2. se davvero l’idea che un pedofilo potrebbe rubarvi una foto del bimbo per farci schifezze vi toglie il sonno, allora i bambini dovete tenerli chiusi in casa. Non sognatevi di portarli in spiaggia, se non col burka. Idem per qualsiasi altro posto dove ai bambini piace andare, tipo parchi giochi. Pare infatti che alcuni pedofili abbiano accesso a dispositivi avanzatissimi con cui sarebbe possibile raccogliere e condividere istantaneamente su Internet, senza farsi notare, centinaia di foto e filmati di bimbi nudi. Semplicemente passeggiando negli stessi luoghi dove i genitori portano i bimbi.
  3. per quanto riguarda i pedofili, insomma, di problema concreto, che anche se ci fosse una probabilità su diecimila sarebbe troppo, ce n’è solo uno: che il pedofilo venga attratto proprio da vostro figlio, al punto di cercare di scoprire dove trovarlo, per mettergli le mani addosso. In questo caso, non c’è dubbio che in molti casi bastano 5 minuti sulla bacheca dei genitori per scoprire dove abita il bambino, dove va a scuola o dove festeggerà il compleanno domenica prossima. E non c’è dubbio che quel pericolo si può ridurre molto non pubblicando nulla, o pubblicando solo “in privato”. Ma che c’entrano i pedofili? Dove abitate, lavorate, quando siete a casa o portate a scuola i figli… cose del genere su Facebook dovreste comunque non pubblicarle mai, o pubblicarle solo in privato, ma soprattutto per evitare furti d’identità o in casa, o motivi del genere.
  4. Riassumendo, per quanto riguarda i pericoli provenienti da altri, specifici esseri umani i pericoli concreti da pedopornografia sono molto minori di quanto strillano tanti giornali, e in ogni caso facilissimi da evitare, con procedure che dovrebbero seguire tutti comunque, anche chi non ha figli.
  5. Lo dico ancora più chiaramente: se considerate “problemi” come questi come ragioni valide per proporre o accettare censura su Internet, state prendendo una cantonata colossale. Che non servirebbe a niente nemmeno per limitare certi usi di foto dei minori
  6. la prima se non l’unica cosa da cui dovreste proteggere i vostri figli su Facebook è proprio e solo Facebook. Pubblicando loro foto e altre informazioni siete voi a schedarli, a uso e consumo di Facebook. E pubblicare in un gruppo privato o cose del genere non serve assolutamente a niente contro Facebook. Lo state pubblicando sui loro computer, dove possono vedere tutto quel che vogliono, in ogni caso. E questo non va bene per i motivi che già ho spiegato qui.
  7. L’abuso di immagini, comunque ottenute, che le persone fanno nella loro testa c’è anche senza social network, ma non è bloccabile e non danneggia le “vittime”. Gli attacchi concreti dei pedofili sono una possibilità, per quanto gravissima, ma remota. La schedatura da parte di Facebook, anche se ovviamente non può provocare danni psicofisici paragonabili, è una certezza assoluta. Manteniamo le cose in prospettiva, per favore.