Brexit, giovani "traditi" dai vecchi, voto e...

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è da venerdì mattina che su Internet girano grafici come quelli nella schermata qui sotto, con accorate denunce che “non è democratico che a prendere una decisione che influenzerà la vita di chi oggi ha 20 e 30 anni siano state soprattutto persone che ne dovranno subire le conseguenze per molti meno anni”. Il tutto spinto da titoli oggettivamente sbagliati, o come minimo assai fuorvianti, tipo

questi:

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Il punto cruciale e la storia completa, invece, sono un po’ diversi. Prima di tutto, nessuno ha nascosto ai giovani come stavano le cose. Era stranoto da un pezzo che:

Il problema vero è descritto chiaramente nell’ultimo link, dove si legge che:

  • a maggio c’erano 1.5 milioni di elettori fra 18 e 24 anni, e DUE milioni fra 25 e 35, che NON si erano registrati per votare
  • era stato detto esplicitamente: [cari giovani], non abbiate dubbi: se non votate, perderemo il referendum e con esso molti dei vostri futuri

Perciò, se i numeri in quella schermata valgono anche per quei TRE MILIONI E MEZZO di elettori non registrati (e perchè non dovrebbero, se è un fatto generazionale? E se non è così, l’accusa ai “vecchi” hanno ancora meno basi), la verità è che:

  • il “Remain” cioè rimanere in Europa, ha perso per 16,141,241 vs 17,410,742 voti, cioè al Regno Unito sarebbero bastati 1.3 milioni di voti “Remain” in più di quanti ne ha effettivamente espressi per rimanere in Europa
  • ma in quello stesso Regno Unito, di giovani che potevano e avrebbero dovuto, nel loro interesse, votare “Remain”, ce ne sono altri 1.8 milioni di persone (1.5M*0.6 + 2M*0.49).. 1.8 milioni di giovani che potevano votare, e se lo avessero fatto avrebbero invertito il risultato, ma hanno scelto di non farlo

Daniele Scalea ha commentato questa situazione così:

“i minori di 25 anni si sono astenuti molto più degli ultra 65enni. Se ti fai battere in spirito militante da un pensionato coi reumatismi, quando dovresti essere pieno di forze e col sangue che brucia nelle vene, hai poco da rivendicare”

Io, dal canto mio, dico che se i numeri sono questi, significa che:

  • certi titoli e affermazioni sono falsi e basta, perchè i giovani britannici sono stati traditi e incastrati dai loro coetanei almeno quanto dai più anziani. Anzi, di più. Perché gli anziani, il loro dovere e interesse, cioè quello di andare a votare secondo le loro opinioni, lo hanno compiuto in massa
  • i futuri effetti negativi di Brexit, sia in Inghilterra che in Italia o qualsiasi altra parte del mondo, sono “colpa” di quei giovani non votanti almeno quanto lo sono dei “miopi, egoisti, ignoranti” eccetera.. Inglesi più anziani
  • prima si finisce con questa farsa dei giovani traditi dal voto dei vecchi, meglio è, pensiamo al futuro

Perchè in generale, quello che tutta questa storia davvero mostra, o conferma, è solo che:

  • nel caso ancora ci credeste, l’idea che “nativo digitale” significhi “capace di usare efficacemente computer e Internet” è una solenne bufala e basta. Fin troppi nativi digitali inglesi si sono dimostrati, in questa storia, nient’altro che _ignoranti _digitali (come i loro coetanei in qualunque altro paese, ovviamente). Perchè chiunque vivesse in Inghilterra, con qualsiasi tipo di accesso a Internet negli ultimi sei mesi aveva per definizione accesso alle informazioni di cui sopra
  • troppe persone “più digitali delle altre” sono anche, troppo spesso, anche e semplicemente le meno consapevoli e impegnate. Su qualsiasi argomento, da Brexit ai cambiamenti climatici

Ci possono essere mille ragioni validissime per cui uno arriva all’età del voto ignorante e disimpegnato, ma senza averne alcuna colpa. Oggi, però, in Italia, UK e tantissimi altri posti, se dei giovani elettori decidono di **rimanere **in quello stato è solo colpa loro. Ovvero, se i calcoli che ho fatto sono giusti, qui le lezioni più importanti, per i giovani di tutto il mondo, sono solo queste:

  • informatevi come si deve, regolarmente, e soprattutto:
  • Votate. Sempre. Ogni singolo voto conta. Ogni volta. Anche se gli effetti non si vedono per anni. Il Regno Unito è uscito dall’Unione Europea giovedì scorso anche perché, per anni, troppi giovani inglesi non hanno votato per eleggere più parlamentari pro-UE. Limitare la propria azione e responsabilità civile e politica al votare sarebbe idiota. Ma fare, per principio, di tutto tranne che votare, è molto più idiota. C’è sempre un male minore: se non domani, nel medio lungo termine. Guardate lontano. Votare non è giocare a Candy Crush o Farmville: è un’arma potente, che può far fuoco anni dopo che l’avete (o non avete…) impugnata.

La morale? Fate un grosso favore a voi e a tutti gli altri italiani, visto che con le conseguenze di certe (non) scelte devono conviverci tutti, non solo chi (non) le ha fatte: fate in modo che questo post sia letto da tutti quelli che, il prossimo ottobre, dovrebbero votare al referendum costituzionale. Perchè il risultato porterà benefici, o danni, molto, molto più a lungo di qualsiasi politico o partito esistente oggi.

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