Boccia e Renzi, invece della Web Tax parliamo di Windows 8?

 
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“Web tax” è una legge proposta da Francesco Boccia (PD) che avrebbe dovuto (semplificando molto) “obbligare i giganti del Web, da Google ad Amazon, ad aprire la partita Iva per pagare il fisco italiano”. Matteo Renzi (PD) e tanti altri l’hanno stroncata fino a farla abrogare a metà e far dire a Boccia che c’è una “preoccupante subalternità economica e culturale alle multinazionali americane del web”.

Prima o poi se ne riparlerà sicuramente, almeno in sede Europea. Nel frattempo, per ingannare l’attesa, segnalo a tutti i politici italiani interessati alle multinazionali dell’informatica un’altra “subalternità” dello stesso tipo, almeno altrettanto grave, che sta passando praticamente inosservata. Riassumendo da “Windows 8 e Packard Bell, storie di ordinario protezionismo”, è già diventato molto difficile o in alcuni casi impossibile, anche per un esperto e senza NESSUNA ragione tecnica concreta:

  • comprarsi un computer (non noleggiare, comprare, come in “ora è mio e quindi ci faccio quello che cavolo voglio IO”
  • configurarlo come pare a TE

Voi comprereste un’auto che si blocca se fate una gita o il pieno dove pare a VOI, anzichè negli unici posti con cui il suo fabbricante ha accordi commerciali? Anzi, meglio ancora: lo votereste un partito per cui una pratica del genere fosse accettabile?

Quello che già accade con certi computer è sostanzialmente la stessa cosa, però sta andando avanti con buona pace, come dice Paolo, dell’Unione Europea “che si batte contro i protezionismi, che legifera sulla curvatura delle banane ma permette certe porcate”.

Quindi, sperando di rivedere presto altre promozioni di computer compatibili con Software Libero nei supermercati, segnalo a Boccia, Renzi eccetera che mentre attendono di ridiscutere la Web Tax potrebbero tenersi in allenamento su quest’altro tema.

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