Il caos dei brevetti spiegato da Paperinik

Questa qui sotto è la home page (alle 19:00 del 14 marzo 2013) di Klipsò, un’azienda che vende “un oggetto rivoluzionario Klipsò il porta card dalla tecnologia intelligente” per il quale, come vedete nella stessa immagine, ci sarebbe un brevetto depositato:

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L’espressione “brevetto depositato” significa che quel brevetto è stato “inviato all’Ufficio Brevetti nazionale od Europeo [dove verrà esaminato] per essere concesso o modificato o respinto”.

Quest’altra immagine:

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è presa dal video promozionale caricato a dicembre 2011 del portacarte Klipsò (io l’ho visto anche nel loro espositore presso una libreria) e mostra qual’è la tecnologia intelligente di questo oggetto rivoluzionario: l’innovativo sistema di aperturachiusura “Klip&Strips”.

Ora, per depositare un brevetto si deve presentare una domanda in cui, fra le altre cose, “deve essere descritto in modo sufficientemente chiaro l’oggetto dell’invenzione”. Ma allora quella qui sotto è proprio la domanda di brevetto del rivoluzionario portacarte Klipsò?

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In effetti, no. Quelle, che a tanti diversamente giovani avranno già provocato una lacrimuccia, sono solo le istruzioni per costruirsi a casa il Portafogli Zicchete e Zacchete. Direttamente dalle pagine 56 e 57 del mitico Manuale di Paperinik, prima edizione, ottobre 1972.

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Come devono essere i brevetti?

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Il sito Ufficio Brevetti spiega che l’oggetto di un brevetto deve essere “nuovo in modo assoluto, cioè non essere mai stato prodotto o brevettato in nessuna parte del mondo”. È possibilissimo che la versione di Klipsò sia la migliore mai costruita e valga ogni centesimo che chiedono. Però, a parte che il fatto che altre ditte già producono e vendono su eBay praticamente la stessa cosa, cercate “magic wallet” su Internet: troverete altre decine di spiegazioni e ricordi di chi se lo costruiva da bambino, da tutto il mondo.

Questo portacarte mi sembra un buon esempio del caos che c’è oggi intorno ai brevetti. Se Klipsò ha davvero depositato un brevetto per un Portafogli Zicchete e Zacchete, quasi sicuramente è già stato o sarà respinto. Quegli aggeggi esistono da decenni e secondo me un funzionario medio di qualsiasi Ufficio Brevetti ha proprio l’età per averci giocato da bambino. Ma allora chi ha (mal) consigliato a Klipsò di buttare soldi per avviare la pratica? Se invece il brevetto dovesse essere concesso, sarebbe uno scandalo, per gli stessi motivi. Vedremo. Nel frattempo, altre considerazioni sono lasciate come esercizio ai lettori.


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