Certe lagne assurde di certi insegnanti precari (e non)

Stamattina Alex Corlazzoli ha segnalato sul Fatto i ritardi con cui il MIUR ha comunicato (facendo poi parziale marcia indietro, vedi articolo) che “i docenti che da quest’anno entreranno in ruolo non riceveranno più alcun telegramma ma dovranno essere muniti di posta certificata”

Uno dei commenti all’articolo secondo me è davvero ridicolo:

“Già, e le spese per acquisto PC, connessione Internet, risoluzione dei problemi tecnici generati continuamente dalla pec chi le paga… agli insegnanti fino a questo momento precari?”

Tanto che, quasi senza rendermene conto, ho risposto di getto come segue:

Immagino gli stessi che gli pagano trasporto casa/scuola, carta e matita rosso/blu o altre spese indispensabili per fare decentemente l’insegnante nel 2012. Cioè gli insegnanti stessi, ognuno per sè. E dai sù.

Che il Ministero abbia sbagliato a non fare le cose con più preavviso è un conto, ma uno che nel 2012 ancora pretende di fare l’insegnante senza già avere e usare regolarmente da solo computer e internet, che costano molto, molto meno di quanto ha già speso laureandosi e sono strumenti didattici utilissimi… boh. Ma davvero dobbiamo preoccuparci di chi fa lagne del genere?

Quanto sopra è quello che ho scritto sul sito del Fatto. Qui lo spiego meglio: lo so che in generale la Posta Elettronica Certificata italiana è una mezza barzelletta. So benissimo anche che gli insegnanti italiani ormai hanno tutti il morale sotto le scarpe e i nervi a fior di pelle per come vengono trattati da tanti anni. Non voglio nemmeno prendere in giro o ignorare i precari (tutti, non solo quelli della scuola), categoria a cui appartengo anch’io.

Premesso tutto questo, dico comunque: che strazio! Questo non è divario digitale. Era qualcosa di accettabile fino a 1015 anni fa, non oggi. Oggi, un insegnante che seriamente si lamenta perchè per fare il suo lavoro dovrebbe pagarsi computer e Internet (e poi, orrore, usarli regolarmente!) è solo imbarazzante. Forse non dovrebbe insegnare. Ovviamente lo stesso discorso vale anche per tutti quegli insegnanti, non precari ma di ruolo da un pezzo, per cui il massimo della tecnologia è ancora l’usare gessetti di più colori.

PS: per definizione, gli insegnanti che avrebbero più bisogno di leggere queste righe sono quelli che non le troverebbero senza aiuto, quelli che”Internet, io?!? Naaah”. Fategli un favore, stampate questa pagina e fategliela trovare a scuola, in bacheca. Chi invece dovesse scoprirla su carta, sappia che può trovarla su /it/?p=4526