Ieri è partita la prima campagna nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra ed il Paesaggio: un censimento capillare in ogni Comune italiano per “mettere in luce quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma non utilizzati, vuoti, sfitti”. Ottima idea, visto che il cemento ha già mangiato un bel pezzo d’Italia, anche perché gli Italiani spesso lo usano dove non serve: l’appoggio in pieno e ringrazio i promotori. Mi pare però che la sua realizzazione abbia un paio di limiti.

Salviamo il paesaggio: un'ottima idea, con un paio di limiti /img/censimento_paesaggio.png

Il primo è la modalità del censimento: diversi dei dati richiesti dovrebbero essere scaricabili automaticamente da Internet dalle Anagrafi o altri enti pubblici che li raccolgono, senza far perdere tempo a Sindaci o chiunque altro ne abbia bisogno. A parte questo, i dati andrebbero inseriti manualmente in una scheda di 7 pagine da compilare a mano. Il primo problema (dati pubblici che invece sono “segreti”) non è certo colpa del Forum, ma chiedere di compilare i dati a mano significa dover perdere centinaia di ore quando arriveranno i questionari compilati, per reinserire tutto in qualche database. Come mai non è stato chiesto ai partecipanti di compilare un modulo sul sito Web del forum, per risparmiarsi tutta l’operazione?

Il secondo problema di questo censimento, almeno nel modo in cui è stato annunciato, è la mancanza di una dichiarazione esplicita su se e come verranno rilasciati i dati grezzi raccolti. Verranno pubblicati online in formato grezzo per essere rielaborabili automaticamente da chiunque, con licenze che diano a chiunque il diritto di farlo? In altre parole, il Forum rilascerà o no quanto raccolto con questo censimento come dati aperti (Open Data) oppure no? Se no, perché? Farlo sarebbe una grande dimostrazione di trasparenza, oltre a evitare ad altri che avessero bisogno delle stesse informazioni di “scocciare” i Sindaci con ulteriori richieste per le stesse informazioni.

È assai probabile, visto che il concetto Open Data è ancora agli inizi in Italia, che gli organizzatori del censimento semplicemente non ne fossero ancora a conoscenza quando hanno messo in piedi l’iniziativa. In tal caso, sono ancora in tempo per dichiarare che rilasceranno i risultati come Open Data. Se decidessero invece di non farlo, allora forse sarebbe opportuno che ne spiegassero le ragioni.