Domanda a Repubblica, L’Espresso e tutti i giornalisti: sapete che significa Open Data?

Ci risiamo: il gruppo Repubblica/L’Espresso (o almeno un suo giornalista, visto che è lo stesso in entrambi i casi) da’ una definizione sbagliata, riduttiva, di uno dei modi più promettenti di praticare democrazia, cittadinanza attiva e sviluppo sostenibile tramite le tecnologie digitali: l’uso dei Dati Aperti, in inglese Open Data.


L’articolo Internet, la delusione Monti, uscito ieri, spiega fra le altre cose che:

Le pubbliche amministrazioni dovranno pubblicare online tutti i dati che le riguardano; è il progetto “open data” (per la trasparenza). E’ già partito, da quest’anno, per le scuole.

Questa citazione presenta due problemi:

  • prima di tutto (anche se questo non è certo colpa dell’Espresso o dei giornalisti in generale, che comunque dovrebbero accorgersene da soli, e in parte nemmeno del Ministero dell’Istruzione), il progetto che è appena partito con le scuole non è Open Data e non è nemmeno tutto online
  • ma soprattutto, trasparenza e Open Data non sono affatto sinonimi. Presentarli come tali significa non aver capito la differenza fondamentale fra i due concetti. Prima la si capisce, e prima la si fa capire a tutti gli addetti ai lavori, meglio è. Chi è interessato, può trovare diversi esempi qui


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