Qual è la licenza dei testi scolastici di Book in Progress?

Il 13 dicembre 2011 Repubblica ha pubblicato un articolo sul progetto Book in Progress: l’esempio virtuoso dei “libri fai da te”, scritti dai docenti e stampati in aula, prezzo di copertina cinque Euro.


Poichè già avevo parlato di scuole italiane che producono i loro libri, il giorno successivo ho scritto all’Istituto Majorana di Brindisi, la scuola citata nell’articolo, per chiedere quanto segue:

  1. qual è la licenza dei testi di Book in Progress?
  2. quei testi sono scaricabili gratuitamente da Internet?
  3. se no, perché?
  4. siete interessati a collaborazioni con altre scuole italiane?
  5. usate fonti esterne come Conexions, oppure tutto il materiale è scritto da zero dai docenti dell’istituto?

Quasi subito, ho ricevuto questa replica (la rete citata è quella nella home page di Book in Progress):


la ringrazio per l’attenzione rivolta al nostro progetto e provo a fornirle alcune risposte:

  1. I testi non prevedono diritti d’autore in quanto prodotti dalle scuole
  2. I testi sono a disposizioni delle scuole che aderiscono alla rete e non sono scaricabili liberamente da coloro che non appartengono alla rete nazionale di scuole
  3. (aggiunto il 23/1/2012, ore 19:00): attualmente ci sono circa 60 scuole che collaborano o hanno espresso la volontà di farlo
  4. il materiale è interamente prodotto dai docenti della rete nazionale.

a cui ho immediatamente ribattuto come segue:

  • La risposta alla prima domanda, in quella forma, non è legalmente “robusta”. I diritti d’autore, almeno quelli morali, ci sono sempre. Io ho chiesto espressamente con quale licenza vengono pubblicati i testi di Book in Progress, per esempio se con quelle di Creative Commons. Senza una licenza vera e propria lo stato legale del lavoro non è chiaro, per questo io vorrei conoscere il testo della medesima.
  • Quanto al fatto che i testi di Book in Progress non sono “scaricabili liberamente da coloro che non appartengono alla rete nazionale di scuole”: perché non lo sono? E fra l’altro, questa risposta è in contrasto con la prima. Se “non fossero previsti” diritti d’autore, perché dovrebbe essere limitata la disponibilità, e poi come sarebbe legalmente possibile limitarla?


Purtroppo (nonostante io abbia riscritto all’ITIS Majorana dopo le feste), a quel mio ultimo commento di quasi 40 giorni fa non è ancora stata data risposta. Visto che:

  • il “caro-libri” scolastico è un problema serio per tante famiglie italiane
  • almeno in tempi di crisi, sarebbe preferibile che le scuole pubbliche si aiutassero a vicenda il più possibile
  • (soprattutto!) le domande che ho fatto sono generali e devono avere una risposta precisa per qualsiasi progetto del genere, non solo Book in Progress (non per fare contento me, ma per evitare rogne legali a chi scrive o riusa quei testi!)

provo a ripetere quelle stesse domande online, sperando di avere maggior successo. Qualsiasi informazione e commento generale da tutta la comunità italiana che scrive, pubblica o usa libri di testo è benvenuto!


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7 thoughts on “Qual è la licenza dei testi scolastici di Book in Progress?

  1. Nota del 23 gennaio 2011, ore 12:19 ho appena segnalato questo articolo all’indirizzo ufficiale di Book in Progress, e questa è la notifica automatica che ho ricevuto quasi istantaneamente:

    Hi. This is the qmail-send program at mxavas12.aruba.it.
    I'm afraid I wasn't able to deliver your message to the following addresses.
    This is a permanent error; I've given up. Sorry it didn't work out.
    :
    user is over quota
    

    che in italiano significa: non abbiamo potuto consegnare questo messaggio perchè quella casella postale è piena oltre i limiti consentiti (evidentemente, dico io, perché nessuno la legge e la svuota da un bel po’)

  2. Nota del 23 gennaio 2011, ore 12:24 anche la notifica dell’articolo inviata al Majorana è andata a vuoto per lo STESSO motivo di quella di Book in Progress:

    Risponde il Sistema di Posta Elettronica del Ministero dell'Istruzione,
    +Università e Ricerca.
    Server : mbox7-vip.sidi.mpi.it
    
    Spiacenti di comunicarLe che non è stato possibile consegnare
    il Suo messaggio ad uno o più destinatari.
    Il messaggio viene riportato in calce.
    
    Segue una descrizione del problema riscontrato all'atto della consegna del
    +messaggio.
    Per ragioni tecniche, tale descrizione può essere in lingua Inglese.
    
                       Il Sistema di Posta Elettronica @istruzione.it
    
    
    : permission denied. Command output: maildrop: **
        CASELLA PIENA **
    
    
  3. La risposta “non sono previsti diritti d’autore” lascia trasparire a mio avviso una bassa conoscenza del funzionamento del diritto d’autore. Sinceramente fino a qualche anno fa una risposta del genere mi avrebbe spinto a impiegare il mio tempo per spiegare ai responsabili del progetto ciò che non hanno chiaro. Ora con la rete piena di materiali informativi in materia di copyright liberi, gratuiti, chiari, efficaci, in tutti i formati (a cui io nel mio piccolo ho contribuito) mi viene la tentazione di rispondere con un semplice RTFM e un paio di link.

    • Avresti anche ragione, Simone. Purtroppo pero’ non bisogna mai mollare! :-)
      I casi sono 2:
      - il gruppo di autori di “book in progress” non ha chiaro il meccanismo del “diritto d’autore” e delle licenze;
      - hanno chiara la cosa, ma ci sono altri motivi che li spingono a muoversi “negando” il diritto d’autore e non permettendo la libera e ampia diffusione del proprio materiale.

  4. Pingback: Cosa ci insegnano i testi scolastici di Book in Progress? | Stop

  5. Pingback: Libri di testo online: quali regole per il fai-da-te? « Speculum Maius

  6. Sono tra i pochi che da sempre pensano che Book in Progress sia una iniziativa demagogica, confusa e di bassa qualità: http://www.noiosito.it/liqconc.htm dà ampio conto del perché di questo giudizio così duro. Prevalgono i molti che danno del progetto un giudizio positivo “a priori” (ci sono di mezzo le TIC, c’è poca carta, dunque è virtuoso; è il caso di un sacco di cani sciolti e di Wired) o che lo strumentalizzano (da Max Bruschi a Profumo) per dare un’immagine innovatriche del ministero e così via. Accenno alla pericolosità metodologica della cosa anche in http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/07/03/marina-boscaino-non-basta-il-plico-telematico-a-far-la-scuola-2-0/.

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