Usi e stato del Software Libero in Albania, Kosovo e Macedonia

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Come ho già raccontato in un altro articolo, a settembre 2010 ho partecipato a due conferenze, una in Albania (FreeSB) e una in Kosovo (SFK10). Il tema di entrambe le conferenze era il Software Libero e il ruolo cruciale che esso può avere nello sviluppo culturale, educativo, economico e sociale di qualsiasi paese emergente. Questa pagina descrive tre interventi a cui ho assistito in quei congressi che contribuiscono a provare questa tesi.

Nel corso di FreeSB, per esempio, c’è stata una presentazione che per me dimostra qualcosa che ho già detto: il bello del Software Libero è che risolve i problemi che una scuola o Pubblica Amministrazione effettivamente ha.

Un’università digitale su misura grazie al Software Libero

Anzichè usare Software Libero già esistente e sviluppato proprio per gestione di corsi come Moodle l’Università di Vlora (UniVlora), ha scritto un suo programma come Software Libero per fare questo lavoro, chiamato SIUV (Sistemi Informativ i Universitetit te Vlores). Oggi SIUV è un’altra fra mille prove di come sia facile creare software perfettamente rispondente alle proprie esigenze costruendo su fondamenta tecniche (librerie, compilatori e altri strumenti) solide e accessibili a tutti come quelle del Software Libero… anche quando si hanno pochissimi fondi e relativamente poca esperienza.

Il pregio maggiore di SIUV è però il fatto che è stato necessario svilupparlo perchè, come ha spiegato Ervin Ruci, le esigenze di UniVlora sono piuttosto diverse da quelle delle Università dei “paesi sviluppati”…e anche avendo altri mezzi non sarebbe stato possibile soddisfarle altrettanto bene Software Libero. SIUV è arrivato a UniVlora circa un anno fa come parte delle iniziative dell’Università di “staccarsi dalla metodologia tradizionale.

Per UniVlora un software come Moodle non era solo troppo (inutilmente) difficile da usare. Il vero problema è che imponeva un modo di lavorare troppo diverso dalle procedure, tradizioni ed esigenze locali per essere utile. SIUV, infatti, non deve semplicemente offrire un’interfaccia per iscriversi a corsi, lezioni ed esami attraverso il computer. SIUV deve soprattutto aiutare studenti e docenti a passare a un’altra cultura dell’Università e a un altro modo di lavorarvi. Per esempio, il concetto che uno studente possa e debba decidere da sè (ovviamente entro certi limiti) a quali corsi partecipare è relativamente nuovo in UniVlora: “è stato difficile insegnare come scegliere i corsi preferiti tramite SIUV a studenti abituati ai vecchi sistemi, in cui era solo e direttamente il governo a decidere quali corsi si dovevano frequentare dal giorno dell’iscrizione a quello della laurea”. La versione 2 di SIUV è stata anche l’occasione per molti studenti di imparare concetti come quello di “corsi propedeutici”. È proprio per facilitare questa transizione e ridurre la confusione che i programmatori di SIUV hanno lavorato per rendere l’interfaccia utente “più simile possibile a quelle che gli studenti sanno già usare, come Facebook”.

La prossima versione di SIUV dovrebbe permettere al personale amministrativo di definire da soli, senza dipendere dagli amministratori di sistema, nuovi ruoli, regole e funzioni del sistema. SIUV 3 dovrebbe anche permettere di fare insegnamento a distanza e semplificare, per quanto possibile, le procedure burocratiche e i vari pagamenti che gli studenti devono fare per iscriversi. Effettuare queste operazioni completamente online non è ancora possibile, per ragioni generali che non dipendono affatto da SIUV o da Univlora. Pagamenti online tramite Paypal o normali carte di credito non sono ancora possibili in Albania: la necessaria infrastruttura online non esiste ancora e in ogni caso pochissimi studenti hanno carte di credito, perché troppo costose.

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Software e cultura liberi in Macedonia

Mentre ero in Kosovo ho assistito anche a una presentazione di Free Software Macedonia (FSM), l’unica organizzazione non governativa di quel paese che ha la missione di promuovere il Software Libero. FSM lavora sia con le istituzioni che con altre organizzazioni private e si interessa anche di standard aperti, Cultura Libera e condivisione della conoscenza.

Nel corso dell’ultimo anno FSM si è occupata quasi esclusivamente di Software Libero, anche se sul piano culturale è in programma per la fine di quest’anno un festival di film pubblicati con licenze Creative Commons. Normalmente FSM propone incontri settimanali di assistenza per nuovi utenti di Ubuntu, una popolare alternativa libera a Windows oppure di programmazione Python e Ruby a Skopje per migliorare la preparazione professionale dei partecipanti. FSM organizza anche un paio di incontri itineranti all’anno per promuovere il Software Libero anche dalla capitale ed è in contatto regolare con altri gruppi nei Balcani che hanno gli stessi obiettivi, dall’Hacklab in Mama di Zagabria al razmenaveština di Belgrado. A livello più alto, FSM sta lavorando, insieme alla Methamorphosis Foundation e al ministero macedone per la Società dell’Informazione alla stesura di linee guida nazionali per il Software Libero simili a quelle di Croazia e Slovenia. Sul fronte educativo FSM segue e supporta da vicino tutti gli impieghi di Software Libero nelle scuole del paese.

Software Libero per il Kosovo: non è solo nei computer

Sistemi costruiti anche con Software Libero come RapidSMS sono già usati in paesi come il Malawi per offrire corsi di alfabetizzazione oppure assistenza dietetico/sanitaria a distanza. Prabhas Pokharel, un funzionario dell’Unicef ha spiegato nel corso di SFK10 che paesi come il Kosovo potrebbero e dovrebbero essere fra i più grandi beneficiari di tecnologie del genere perché “hanno una popolazione giovanissima, tanti telefonini e pochissime altre infrastrutture”. Come esempio Pokharel ha ricordato che in Kosovo ci sono parecchi bambini e adolescenti che non sono stati registrati immediatamente alla nascita e poi seguiti a distanza (come invece fanno in Malawi proprio grazie a RapidSMS) e che questo è un grande problema perché “perchè le persone contino bisogna prima poterle contare, per sapere esattamente chi e dove seguire perché sia regolarmente nutrito e vaccinato”. Il messaggio fondamentale di Pokharel è che, grazie a tecnologie digitali aperte come il Software Libero, è possibile mettere in piedi rapidamente servizi pubblici che funzionano in qualsiasi posto, spendendo molto meno di quanto si potrebbe pensare.

Per me l’elemento comune di queste tre storie è che tutte parlano di soluzioni e iniziative sempre altamente tecnologiche ma sempre locali, per risolvere problemi locali (anche se dipendono da collaborazione internazionale tramite Internet). Problemi che:

  • apparentemente non avevano nulla a che fare col software in generale
  • sono concreti e urgenti, non bisogni inventati da qualche venditore che vuole convincerti di avere proprio il problema che il suo software può risolvere
  • (soprattutto) sono risolvibile presto, bene e con pochi mezzi soltanto usando Software Libero

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