Parecchie associazioni di volontariato, incluse quelle che lottano contro qualche regime autoritario per difendere diritti civili e libertà d’espressione, usano software come Windows o Microsoft Office senza pagare le relative licenze, semplicemente perché non hanno i soldi per farlo. La conseguenza è che è facilissimo mettere a tacere quelle organizzazioni senza nemmeno fare troppo brutta figura, accusandole di pirateria informatica. In fondo, stanno violando la legge, in maniera che non c’entra nulla con la loro missione.

Secondo il New York Times del 17 ottobre 2010, “Microsoft sta intensificando i suoi sforzi per impedire che i governi usino accuse di pirateria informatica come pretesto per eliminare il dissenso”. Questa è bene, ma ci sono alcune cosette a proposito di certe iniziative che chiunque faccia volontariato dovrebbe conoscere.

L’articolo del Times continua spiegando che Microsoft “ha intenzione di fornire licenze gratuite a più di 500000 fra gruppi sostenitori di varie cause, mezzi d’informazione indipendenti e altre organizzazioni non a scopo di lucro in dodici nazioni con regimi più o meno autoritari, incluse Russia e Cina. Grazie a questo nuovo programma, le autorità di quei paesi non avranno più nessuna base legale per accusare quei gruppi di utilizzare software Microsoft piratato, cioè senza pagarne la licenza.”

Qual è il problema?

Un articolo sullo stesso argomento su un blog ufficiale Microsoft spiega che “noi (Microsoft) vogliamo che sia ben chiaro che aborriamo in maniera inequivocabile qualsiasi tentativo di sfruttare i diritti di proprietà intellettuale per reprimere il dissenso politico o perseguire illeciti guadagni personali. Ci stiamo già muovendo rapidamente per cercare di eliminare qualsiasi incentivo o possibilità di appiglio per comportamenti di questo tipo.”

Tanto di cappello a Microsoft per questa presa di posizione. Questa è una buona notizia. La “pirateria” software è sbagliata (e stupida, specie quando non ce n’è nessun bisogno, vedi sotto): usarla come scusa per mettere a tacere gli oppositori è molto peggio. Chiarito questo, qualsiasi organizzazione non a scopo di lucro di qualsiasi tipo, dovunque si trovi, dovrebbe avere ben chiaro quanto segue.

Prima di tutto, c’è una cosa importantissima che l’articolo del Times non dice: il modo più semplice e a prova di tribunale per non dare mai a nessuno la minima “base legale per accusarvi utilizzare software piratato” è… non usare quel software. Cosa perfettamente possibile, nel caso non lo sapeste. Sistemi operativi completi come Gnu/Linux e singoli programmi che girano anche su Windows e su Mac come OpenOffice esistono già, sono legalmente installabili gratis su qualsiasi numero di computer per qualsiasi scopo e sono, checchè se ne dica, perfettamente adeguati ai bisogni effettivi delle organizzazioni di cui stiamo parlando.