Un'informazione inesatta sulle iscrizioni online

 

A partire dal prossimo anno, dice la legge 7 agosto 2012, n. 135, “le iscrizioni alle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado per gli anni scolastici successivi avvengono esclusivamente in modalità on line”. Il punto di partenza per farlo è questa pagina sul sito del MIUR, da cui arriva, fra l’altro, alle risposte ufficiali alle domande più frequenti sulle istruzioni online. Al momento in cui scrivo la risposta alla prima domanda di quella pagina è inesatta, o perlomeno molto fuorviante. Questo il testo attuale (grassetto mio):

n. 1 - Come posso inviare la domanda on line se non ho un computer o accesso a internet?

Contattare la scuola di destinazione o di frequenza e informarla della situazione. La scuola può inserire la domanda per conto della famiglia

Caro genitore, sicuramente la scuola può inserire la domanda per tuo conto se tu non hai computer, smartphone o un qualsiasi accesso a Internet.

Ma il punto è che se quella procedura si può fare dal computer e connessione Internet “di famiglia”, se tu non hai quegli strumenti non hai proprio nessun bisogno di andare fino a scuola per usare il loro computer!!! Il punto e il valore di Internet è proprio quello: se puoi farlo da un computer connesso a Internet, quel computer può essere ovunque e di chiunque.

Non devi nemmeno farlo tu personalmente. Non hai il computer o non sei capace? Nessun problema: non devi nè vergognarti nè, soprattutto, perdere e far perdere tempo andando a chiedere proprio alla scuola di aiutarti. Vai cinque minuti da tuo nipote, tuo cognato, un amico, il vicino di casa, la parrocchia, la biblioteca comunale, qualsiasi Internet point pubblico… e togliti il pensiero. Viva le iscrizioni online.

Perché lo dico? Beh, perché…

Così come è formulata, quella risposta è una giustificazione involontaria ma importante (“lo dice il MIUR!”) per lagne e polemiche inutili. Soprattutto da chi, in buona fede, da’ retta a quei “giornali veri” da cui non è affatto ovvio come possono andare realmente le cose. Guardate qui, per esempio:

  • “le segreterie degli istituti rischieranno quindi di essere più intasate del solito”

  • “Per le 350mila famiglie italiane sfornite di accesso ad internet… basterà recarsi a scuola e qualcuno aiuterà il genitore ad iscrivere, sempre online, il figlio.”

Altre obiezioni ridicole alle iscrizioni online…

Queste non sono certo colpa del MIUR, ma visto che circolano, meglio smentire anche quelle:

  • Serve la banda larga: no, non serve. Se c’è meglio, ci mancherebbe, ma non è certo necessaria per compilare un modulo Web. Lo facevamo con i modem a 56K negli anni 90! Sempre più veloce che andare fino a scuola.

  • “e la privacy?”: scherziamo? La brochure ufficiale del progetto dice che bisogna fornire dati anagrafici dello studente, scuola scelta, preferenze d’orario e su “eventuali servizi offerti dalla scuola stessa”. Tutta roba che i parenti o amici a cui quasi tutti potranno rivolgersi saprebbero comunque

E due domande

Trovandomi facendo, finisco ringraziando chi saprà rispondere a queste domande:

  • chi deve iscriversi ad anni successivi al primo può usare questa procedura? Dal testo della legge (vedi sopra) mi pare di sì, ma la brochure spcifica che si parla di “classi prime”. AGGIORNAMENTO 2013/01/21: l’iscrizione è solo alle prime classi. Alle successive è automatica

  • La procedura sarà veramente online, cioè davvero utilizzabile senza problemi con qualsiasi browser su qualsiasi sistema operativo, inclusi Linux, Android, iOS? Altrimenti sarà una figuraccia epocale, altro che innovazione

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