Che fine ha fatto la banca dati delle spiagge laziali?

 

All’inizio di giugno 2010 su Agenzia Dire e vari altri siti web apparve l’annuncio della nascita di:

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Una banca dati georeferenziata delle spiagge laziali, per finalità turistico-ricreative, che nasce dall’esigenza [della Regione Lazio e dei suoi Comuni] di conoscere e identificare in modo puntuale il reale stato d’uso delle aree del demanio marittimo, base essenziale per la prossima adozione da parte della giunta regionale del Piano di utilizzazione delle suddette aree.

Il progetto era partito l’anno prima con i dati cartografici dei Pua (Piani di utilizzazione degli arenili) e avrebbe dovuto essere “completato entro l’anno - commissionato dalla Regione alla Litorale Spa, con un costo complessivo di circa 100 mila euro”.

Questo, a giugno 2010. Nemmeno due mesi dopo però, il dossier di Legambiente Lazio sulle “Spiagge Blindate” di Ostia (*) diceva, a proposito di quella stessa banca dati: Peccato che il progetto sia stato commissionato a quella Litorale Spa che ora verrà “abolita” dalla manovra di assestamento della presidente Polverini.

In realtà a maggio 2012 la Litorale Spa non sembra abolita, visto che ha una sua paginetta web nel sito di SviluppoLazio. Però quella banca dati delle spiagge che avrebbe dovuto essere “consultabile dalle amministrazioni comunali, e in futuro anche dai cittadini, tramite la diffusione del software open-source Gis (per il cui corretto utilizzo la Regione ha previsto specifici corsi di formazione)” (bravi!), mostrando localizzazione, forma e dimensione delle singole concessioni demaniali marittime, non c’è più traccia, almeno da fuori.

Un comunicato di circa 6 mesi fa sui piani di utilizzo arenile del Lazio non parla affatto di quella banca dati. Al 25 maggio 2012 su Litoralespa.it si trova (ma solo grazie a Google, perchè nella “home page” di Litorale Spa non ci sono link…) il cosiddetto Osservatorio dello Sviluppo del Litorale del Lazio che parla sì di una banca dati, ma in termini molto più generici, e non ha alcun link riconoscibile a mappe interattive delle spiagge eccetera.

Una ricerca Google di “spiagge” limitata a litoralespa.it non riporta nulla di pertinente. Infine, parecchie pagine di quell’Osservatorio hanno date di poco precedenti a quel comunicato del giugno 2010, ma di più recente c’è ben poco. In compenso, ho scoperto l’Osservatorio Mare della Regione Lazio, che (da ben prima del 2010…) ha una sua Banca Dati dei Litorali, anche se con finalità (Ambiente e Protezione Civile) diverse dalla banca dati delle spiagge annunciata nel 2010.

Ricapitolando, che fine ha fatto quella mappa delle spiagge? Sarebbe utile, visto che sulle parti ancora visibili del litorale romano scoppiano vere e proprie risse fra consiglieri. E poi le coste sempre quelle sono: magari fondere, anche parzialmente, quella banca dati con quella dell’Osservatorio Mare farebbe lavorare meglio i due dipartimenti e risparmiare qualche soldino. No?

(*) “Spiagge Blindate” si riferisce al fatto che buona parte dei 17.5 km di lungomare di Ostia è in realtà un lungomuro su cui si passeggia senza proprio vederlo, il mare.

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