Perché il software Open Source è così popolare fra i lettori di Beppe Grillo?

 

Beppe Grillo ha recentemente lanciato una manovra economica dei Cittadini, chiedendo ai suoi lettori di “riempirla”, cioè di proporre provvedimenti specifici da votare poi tutti insieme, con un questionario a scelta multipla.

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Il 21 settembre 2011 alle 9:45 ho dato un’occhiata ai risultati parziali, che in quel momento erano quelli della figura qui a fianco, e ho notato una cosa curiosa. Fra le 20 proposte più ricorrenti c’è, e nemmeno in fondo alla classifica, l’adozione di software Open Source per la Pubblica Amministrazione.

La proposta in sè è ottima, anche se, come ho spiegato in un’altra occasione, non lo è affatto per il semplice risparmio sui costi di licenza software. Però trovo molto curioso e significativo (anche se confesso che non saprei spiegare bene come e perché) il semplice fatto che quella proposta sia arrivata a essere una delle “20 più ricorrenti”. Sono sicuro che, se chiedessi a 100 persone fermate a caso per strada quante di quelle proposte capiscono (indipendentemente dall’approvarle o meno), la grande maggioranza risponderebbe qualcosa come “riconosco di cosa tratta ognuna di queste proposte… tranne quella sul software. Che vuol dire?” E ho anche l’impressione che, se Grillo avesse fatto lo stesso sondaggio per strada, al mercato, la lista delle 20 proposte più ricorrenti sarebbe stata quasi identica a quella che ha ottenuto online, con una eccezione, e cioè proprio l’assenza di riferimenti al software nelle Pubbliche Amministrazioni. Come dicevo, cosa questo significa non lo so (e voi?), però è curioso.

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