Non c'è pace per il formato verde .WWF

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(questa è la traduzione di un articolo che ho scritto l’11 gennaio 2011)

Il 30 novembre del 2010 la sezione tedesca del Fondo Mondiale per la Natura (WWF) ha lanciato con la campagna Salva come WWF, salva un albero un formato di file “verde” perché non stampabile. Nel giro di pochi giorni, io avevo spiegato perché quella campagna è una mossa infelice e anti-ecologica, oltre che inutile, su Internet c’erano istruzioni per stampare i file .WWF e Hans Bezemer il .WWF toolkit, una serie di programmini per creare, convertire o stampare file .WWF sotto Linux.

Ce n’era già abbastanza, se vogliamo, per lasciar svanire nell’oblio l’intera campagna “Salva come WWF”. Qualche settimana fa invece ho scoperto che non solo i suoi autori continuano a rifiutare ogni critica dalla comunità del Software Libero (vedi sotto); ma anche che sono stati attaccati, sempre con l’accusa di non essere per l’ambiente per tutt’altre ragioni.

Stampare fa bene o male all’ambiente?

Two Sides, un’associazione d’industrie grafiche, cartacee e di altri settori, ha definito la campagna “Salva come WWF” non-verde e “semplicemente irresponsabile” perché stampare meno significa avere meno alberi, non di più:

_"Questa parte del WWF ha fatto dichiarazioni ridicole basate su due premesse false, in primo luogo che l'industria cartaria distrugga alberi, e in secondo luogo che leggere documenti con un computer sia in qualche modo meglio per l'ambiente"_

Una discussione nel forum inglese di settore spiega meglio la stessa tesi: leggere solo su schermo invece di stampare (che sarebbe il messaggio di fondo di “Salva come WWF”) fa male all’ambiente perché i computer inquinano infinitamente di più della carta, che è fatta con alberi piantati in maniera ambientalmente sostenibile; pertanto, una domanda forte di carta è una ragione per avere più alberi, non meno.

In realtà le cose sono un po’ più complesse. Certo, computer e software (proprietario) inquinano parecchio; leggere una rivista o due sull’iPad è tutto tranne che ecologico e dovremmo tutti fare molto più uso di trashware. Però è anche vero che un singolo computer o lettore di ebook può contenere migliaia di libri più roba che non potrebbe mai esistere su carta, come film e musica. Inoltre, “Salva come WWF” non intende combattere i libri: soltanto (e giustamente!!!) le stampe completamente inutili di file. Infine, computer e software (libero!) possono essere usati per ridurre l’inquinamento quasi in qualsiasi campo.

Perchè tante polemiche fra WWF e Software Libero?

All’inizio di gennaio 2011 Hans Bezemer ha riassunto [quello che il WWF dovrebbe imparare sul software Libero/Open Source (FOSS)], chiedendo all’organizzazione ambientalista di rispondere alle domande fatte “dall’organizzazione francese April, che si occupa della promozione di Software Libero e standard aperti, da Tracy Anne di LXer e da altri membri della comunità FOSS”. Tutto quello che ne ha ricavato finora è una discussione sulla pagina Facebook di “Save As WWF” con l’amministratore della medesima e alcuni sostenitori dell’iniziativa. Certo, la mia è un’opinione di parte, ma a me sembra che quella discussione si potrebbe riassumere come segue:

Hans: quando risponderete alle lettere di April e della comunità FOSS, oppure alle legittime domande di chiarimento fatte da gente che in passato aveva donato soldi al WWF? E se la vostra è una campagna non a scopo di lucro, perché non avete rilasciato il vostro programma come Software Libero?

Save As WWF: Il punto è la Consapevolezza! Un flusso internazionale di blog, commenti online e articoli di giornale approva l’iniziativa. Perciò questo è l’ultimo avvertimento… Non ti daremo ulteriore spazio su questa pagina solo per attaccare in continuazione l’iniziativa.

Alcuni sostenitori di “Save As WWF”: Caro signor Bezemer, noi non siamo esperti d’informatica, quindi pensiamo che lei sia solo un polemico, inconcludente piantagrane (“troll”). Per favore, se ne vada.

D. Roberts: Ma non sarebbe possibile ammettere che l’approccio è stato sbagliato, e lavorare tutti insieme per produrre qualcosa che funzionerà davvero?

Personalmente, io sono d’accordo con Hans e con D. Roberts. Tutta questa campagna continua a sembrarmi:

  1. mal concepita: a me suona come “visto che la maggior parte della gente non capisce affatto cosa sono i formati dei file, APPROFITTIAMO di questo fatto e CONTRIBUIAMO a tenerli nell’ignoranza”

  2. mal realizzata, in quanto ha ignorato il sistema operativo più verde di tutti, ovvero Linux. Nota aggiunta il 5 febbraio 2011: fra l’altro, ho scoperto che il software originale “Save As WWF” per Windows è stato pure copiato da uno che già esisteva ma violandone la licenza d’uso)

  3. mal gestita, a livello di pubbliche relazioni, dopo il lancio. Cavolo, Hans ha sviluppato gratis il sistema per “Salvare come WWF” anche su Linux, perché non siete contenti?

Poi mi sono accorto che (all’11/1/2011) sembra non esserci alcuna menzione di “Save As WWF” nei Consigli per risparmiare carta… del sito WWF principale. E oltre agli attacchi dall’industria cartaria e della stampa, ho anche trovato un rappresentante del WWF ammettere che “abbiamo combinato un pasticcio nella presentazione di questa cosa” e accenni al fatto che la campagna potrebbe aver causato una spaccatura all’interno dello stesso WWF perché “ha avuto pessimi effetti sul piano dell’immagine del WWF in alcuni paesi [e in] Francia potrebbe addirittura costargli una collaborazione importante”.

Il 14 gennaio 2011 ho avuto un esempio divertente di queste potenziali spaccature quando nella mia bacheca Facebook è apparso l’annuncio da WWF Italia nuove collaborazioni fra WWF e industria forestale per la conservazione e gestione sostenibile delle foreste… subito sopra ai ringraziamenti per aver raggiunto 10000 fan di “Salva come WWF”, che come abbiamo visto non è affatto piaciuta a quelle stesse industrie.

Non c'è pace per il formato verde .WWF /img/wwf_and_forests.png

Se è così forse è questa l’unica, vera ragione per cui quelli di “Salva come WWF” sono così sensibili: le persone che stanno cercando di ignorare come una manciata di strambi monomaniaci del software in realtà hanno fornito solo ulteriori ragioni per cui tutta questa campagna è stata una cattiva idea fin dall’inizio. Meglio ammetterlo, non pensarci più e tirare avanti (ma usando, ovviamente Software Libero per ridurre l’impatto ambientale dei computer!.

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