Contatori intelligenti dicono la (scomoda) verità a un veterano dell'Iraq (e a tutti noi

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Vivo in una città italiana in cui fra poco arriveranno i contatori elettrici “intelligenti” (anche se nella forma più elementare, la tariffa bioraria), in un paese che si sta seppellendo sotto le auto, ma vuole continuare a produrne, magari ecologiche. È per questo che un paio di notizie che ho letto la scorsa settimana mi hanno molto colpito.

Cosa sono i contatori intelligenti e le auto elettriche?

I contatori “intelligenti” sono aggeggi capaci di misurare e comunicare in tempo più o meno reale, direttamente all’azienda elettrica, quanta elettricità state usando, quando e (se sanno cosa è connesso a ogni presa elettrica) anche come. Grazie a questi dati un fornitore di elettricità può inviare una bolletta più equa, facendo pagare di più in certi casi (per esempio quando il consumo supera un certo limite mensile, o avviene in momenti di maggior carico per la rete elettica), e meno in tutti gli altri.

Le auto elettriche non emettono alcuna sostanza inquinante perché vanno a batterie che potrebbero essere ricaricate, almeno in teoria, solamente con energia elettrica da fonti pulite e rinnovabili.

Contatori intelligenti e auto elettriche possono fare parecchio per ridurre la quantità di energia consumata nelle società industrializzate e l’inquinamente che deriva dall’usare o produrre tutta quell’energia. Però…

Una scomoda verità: quando l’energia è troppa, non costa mai poco

Una delle due notizie di cui parlavo è il fatto che negli Stati Uniti alcune compagnie elettriche sono preoccupate per l’arrivo delle auto elettriche, almeno nel breve periodo. Perché nel mondo reale, per ricaricare le batterie di un’auto elettrica ci vogliono parecchie ore (con tanti saluti alle tariffe biorarie), oppure bisogna assorbire così tanta corrente dalla rete, così velocemente, da rischiare di far saltare tutto: “un’auto elettrica assorbe tanta corrente quanto una casa di piccole dimensioni… i relativi picchi di consumo potrebbero far saltare la corrente elettrica in quella casa o addirittura in interi quartieri. Inoltre per caricare un’auto elettrica senza metterci troppo tempo ci vuole un impianto come si deve, cosa che negli Stati Uniti può richiedere “fino a un paio di mesi e qualche migliaio di dollari”.

Ora, solo qualche giorno prima aver letto quell’articolo ne avevo letto un altro contenente una dichiarazione che, secondo me, riassume e mette in una luce interessante, in due righe il vero problema. Il 13 novembre del 2010 il New York Times ha pubblicato un articolo sui reclami per l’inesattezza dei contatori “intelligenti”. L’articolo spiega che in questo periodo ci sono negli Stati Uniti molte persone che, dopo aver installato i contatori intelligenti, hanno iniziato a pagare parecchio più di prima. Per me comunque la vera notizia e spunto di riflessione in quell’articolo è la reazione del Sergente John Robertson II, specialista dell’Esercito di stanza a Fort Hood, Texas: “Ho fatto due turni di servizio in Iraq solo per tornare a farmi fregare in casa mia dal contatore intelligente?!?”

Ovviamente io non avevo mai sentito parlare prima del Sergente Robertson. Per quanto mi riguarda, fino a prova contraria è un buon soldato e una persona onesta, in gamba e in buona fede che ha sempre fatto il suo dovere come meglio poteva. Non lo sto attaccando in nessuna maniera e non ho certo scritto questo pezzo per giudicare o criticare in nessuna maniera lui o l’intera guerra in Iraq.

Però per me il significato vero di queste due storie e il legame che le unisce è che:

  1. Qui non c’è nessuna fregatura in corso. Quello che la bolletta elettrica del Sergente Robertson sta dicendo a lui e, in anteprima, a tutti noi, è solo la scomoda verità: no, purtroppo di questi tempi combattere per il tuo paese o essere in generale un ottimo cittadino non basta più per garantirti energia abbondante e a buon mercato. Ormai siamo tutti arrivati a un punto in cui nemmeno anni di guerra sono sufficienti per mantenere certi stili di vita praticabili dalla gente comune. E il prezzo dell’elettricità generata e usata alla vecchia maniera potrebbe (negli USA) aumentare dal 20 al 40 per cento nei prossimi decenni

  2. almeno nel breve/medio periodo, qualsiasi tentativo di vivere “proprio come prima, solo più verdi” (perchè questo è ciò che sono le auto elettriche) non potrà funzionare su larga scala, cioè per la gente comune, senza cambiare sensibilmente gli stili di vita (ovvero: “guida quello che ti pare, basta che (anche se è verde) guidi molto meno di quanto facevi fino a un anno fa”)

Inutile illudersi o fare tragedie. Ma occorre adeguarsi ai tempi. Anche in Italia, molti utenti che passeranno ai contatori intelligenti vedranno bollette sensibilmente più alte se non verranno presto a patti con queste scomode verità. Perché commentando i casi segnalati dal New York Times una rivista specializzata diceva che “un’indagine indipendente è risultato che erano i vecchi contatori che fatturavano un consumo inferiore alla realtà. Quelli intelligenti non hanno fatto altro che correggere quegli errori e dire le cose come stanno”. E ve lo immaginate l’effetto dei contatori intelligenti sulla bolletta di una famiglia che compra un’auto elettrica contando di usarla quanto hanno sempre usato l’auto negli ultimi dieci o vent’anni?

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