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Quante propagande commerciali si fanno a scuola?
Lo scorso gennaio alcuni genitori della scuola elementare Iqbal Masih di Roma (*) hanno detto no alla proposta di trasformare quella dei loro figli in “una Cl@sse 2.0 tutta tablet e tecnologia”, ritenendo che “troppa didattica digitale può essere dannosa”.
Polizie, una vita da social ferma a tre anni fa
La Polizia di Stato ha appena lanciato Una Vita da Social: un progetto, supportato da diversi partner di prestigio per “fare in modo che Internet possa essere vissuto da tutti, a partire dai banchi di scuola, come un’opportunità e non come un pericolo”, fornendo ai giovani supporto e consigli prima di tutto contro il cyberbullismo ma anche per evitare truffe online e altri pericoli di Internet. Ottimo! Tranne, sembrerebbe, per la comprensione del diritto d’autore.
Sfida su Open Education? Ecco la mia proposta
Ieri è stata lanciata la sfida sulla Open Education: progettare, sviluppare e distribuire un corso online gratuito massivo, cioè alcun limite numerico alle iscrizioni. A caldo, dopo una prima, (molto) veloce lettura di regole e bando ho l’impressione che un tema perfetto per questa sfida sarebbe una cosa che vado proponendo da quasi tre anni, fra i primi al mondo per quanto ne so: insegnare a docenti e/o studenti delle scuole superiori uso e produzione di Open Data nella scuola, all’interno delle *NORMALI attività didattiche.
La più GROSSA bugia su Internet è..
quell’avviso ASSOLUTAMENTE RIDICOLO spiaccicato su innumerevoli siti Internet fatti con la testa fra le nuvole:
Scuola 2.0: solo per i colossi, e senza Book in Progress?
La settimana scorsa Repubblica ha pubblicato una sorta di spot pubblicitario mascherato da articolo, comunque interessante e con un titolo onesto:
Dove sta scritto che un docente debba necessariamente...
Vi passo la domanda così come l’ho trovata io (*): “dove sta scritto che un docente FS che si occupa di tecnologie debba necessariamente essere esperto di gestione di siti WEB? Perché mai un docente dovrebbe saper usare Wordpress, Joomla, o altre “diavolerie” simili?"