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Cosa non mi piace di Book in Progress

Book in Progress è il progetto di autoproduzione di testi scolastici più famoso d’Italia. Secondo me ha un potenziale notevole ma anche diverse mancanze che, sempre secondo me, sono abbastanza serie. Poichè mi sono ritrovato non so quante volte a ripetere le stesse cose su forum e social network, provo a riassumerle qui in forma schematica e più breve possibile.

Dove sta scritto che le scuole DEVONO farsi i libri da sole?

 Negli ultimi giorni una interessante discussione su Facebook sulla proposta del Governo di far produrre testi scolastici agli stessi insegnanti ha prodotto parecchie domande importanti ma anche, a mio modesto parere, una discreta confusione.

Quella bomba a tempo delle scuole e di Facebook

Consideriamo questi due casi:

  1. un insegnante documenta una qualche attività svolta in classe pubblicando foto e dettagli vari non solo sul blog della scuola, ma anche su Facebook. Tanto, “cosa cambia tra un blog visibile a tutta Internet e una pagina di Fb con pochi iscritti?"

  2. (molto peggio del primo) un insegnante che crea un gruppo Facebook chiuso e segreto, appositamente per la didattica, cioè per condividere materiali, assegnare compiti, per ricordare consegne e scadenze, rispiegare argomenti su richiesta, nel gruppo stesso o anche con messaggi privato o chat

L'ignoranza che i docenti non possono più permettersi

Qualche settimana fa Noa Carpignano (di cui avevo già parlato qui per la sua DidaSfera) ha scritto qualcosa che sottoscrivo al 100% anche perché è ancora più rilevante ora che le scuole sono state (ri)autorizzate a prodursi in proprio i libri di testo, se lo desiderano (grassetto mio):

Una cosina piccola piccola su registro elettronico e banda larga

Lunedì scorso all'evento annuale di Stati Generali dell’Innovazione ho sentito tante cose interessanti. Parecchie le trovate già qui, quindi io mi limito a segnalare