Commissari alla legalità in ogni Comune? Inutili, a meno che...

 

Massimo Brugnone, a proposito di Mafia Capitale e altri schifi del genere, scrive che:

_dobbiamo alzare le barriere. È notizia di questa mattina che il Sindaco di Roma Marino starebbe pensando di affidare all’ex Procuratore Gian Carlo Caselli un assessorato alla trasparenza. Bene, ma possibile che ragioniamo sempre nello stesso modo?

Prima aspettiamo le catastrofi e solo dopo, in emergenza, chiamiamo il supereroe chiedendogli di salvare il mondo. Non può più essere così. Capiamoci, Caselli è un mio mito. Ho fatto la tesi di quinta superiore sul suo lavoro a Palermo. Ma così mettiamo una toppa, non risolviamo il problema che va colto e distrutto alla radice._

La soluzione proposta consiste nel dare, agli studenti dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata di Milano e di tutte le Università italiane impegnati nello stesso campo, “il ruolo di Commissario alla legalità in ogni comune d’Italia”. Praticamente, frecciatina ma non a Brugnone, 8000 #legalitychampions.

Queste figure, regolate per legge, avrebbero “potere di accesso agli atti amministrativi, il compito di incrociare i dati anagrafici e catastali, l’obbligo di comunicare ogni anomalia alle forze dell’ordine. Un lavoro, quello di spulciare le carte, che la polizia non ha la forza di fare in tutti i comuni. Per intenderci, è istituzionalizzare ovunque ciò che è stato chiesto a Raffaele Cantone per Expo o quello che si sta chiedendo a Caselli per Roma.”

La proposta non mi dispiace, ma messa così mi pare incompleta. Mi spiego ripetendo la domanda iniziale: “Bene, ma possibile che ragioniamo sempre nello stesso modo?”

Siamo pieni di funzionari pubblici che si fanno corrompere dietro le quinte da chi vuole fregarsi soldi pubblici. Da decenni. Possibile che l’unico rimedio continui a essere, pur se con nomi e scale diverse, mettere altri funzionari pubblici a spulciare le carte “dietro le quinte”? Questo è accanimento terapeutico. Se non addirittura un favore (non voluto, certo) ai corruttori, cioè un elenco delle uniche persone che basta corrompere in ogni Comune per stare tranquilli.

Supereroi alla Cantone o altre commissioni? No, grazie, come dicevo anni fa a proposito dell’Expo. Se c’è da istituzionalizzare qualcosa di Expo 2015 è proprio e solo quello che avrebbe potuto rendere non dico superfluo, ma molto più semplice, il lavoro di Cantone se fosse stato fatto sul serio e fin dall’inizio, cioè Open Expo.

Obblighiamo tutti i Comuni, subito, a fare Open Data, cioè a pubblicare online, in formati decenti (1) e con licenze aperte, tutti i bilanci, preventivi, dati sugli appalti, eccetera. E magari tutti i loro aspiranti fornitori a fare lo stesso. Diamo cioè, a questi commissari alla legalità:

  • carte da spulciare già formattate per analisi automatiche, così risparmiano tempo e fatica

  • la consapevolezza che se non lavorano bene verranno sicuramente rimessi in riga, prima o poi, da qualcuno dei tantissimi cittadini che hanno lo stesso accesso alle stesse carte, e le competenze per analizzarle (2)

  • ovvero diamogli la possibilità di chiedere a tantissime squadre di volontari, vedi punti precedenti, di aiutarli. Mica è fantascienza, lo fa già, con altri dati, Monithon

Ben vengano i commissari, quindi, ma solo se subito prima arriva l’obbligo, per i loro “assistiti”, di pubblicare come Open Data tutte le carte che dovrebbero spulciare. Anzi, l’obbligo mettiamolo subito comunque, commissari o no. Tanto quelle carte qualcuno le deve spulciare, più gente può farlo meglio è.

  1. anche CSV, basta che non siano PDF immagine, e pure se incompleti. Se aspettiamo gli Open Data buoni, NON LI AVREMO MAI

  2. magari proprio gli studenti citati da Brugnone. Sarebbe un’ottima applicazione della mia proposta “Open data in e dalla scuola”

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