Sanità, quando confronteremo spese e ritardi?

 

Qualche mese fa sono usciti, nello stesso giorno e sullo stesso sito, due articoli separati sulla Sanità italiana che invece avrebbero dovuto essere fusi insieme. Il primo è Asl, debiti e ritardi nei pagamenti, che fra le altre cose dice:

In Campania… Napoli 1 paga i fornitori dopo quasi cinque anni. Al secondo posto l’azienda ospedaliera di Caserta dove i fornitori aspettano fino a quattro anni per essere pagati. I debiti nel settore della Sanità ammontano a cinque miliardi. Le farmacie dicono: “Così non ci resta che chiudere”

Il secondo articolo, La sanità presenta il conto per combattere malati immaginari ed esami clinici impropri, raccontava invece l’idea, in Lombardia e Piemonte, di sensibilizzare contro gli sprechi:

presentando al contribuente, in tutte le comunicazioni che lo riguardano, i costi delle prestazioni sanitarie ricevute con la quota sborsata dal Servizio sanitario regionale (Ssr) e quella eventuale pagata dal cittadino

Scusate, ma perché non fare tutte e due le cose insieme? Voi non sareste davvero contenti (*) se su ogni vostra analisi o esame ospedaliero presso strutture pubbliche, trovaste scritte sulla ricevuta, tutte insieme, cose come:

  • il costo vero per la vostra Regione (cioè sempre per voi) di quella prestazione
  • se quel costo è maggiore o minore della media nazionale
  • per quanto tempo quei soldi, dopo essere stati incassati dal Fisco, sono rimasti in qualche cassetto anzichè pagare chi lavora

Io, se avessi ricevute così, le conserverei tutte nello stesso cassetto della Tessera Elettorale, per rileggermele subito prima di andare a votare alle Regionali…

(*) anche qui nel Lazio, ovviamente, con la sua ASP commissariata e poca trasparenza)

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