Potremo studiare tutti il software della Regione Lazio?

 

A maggio 2012 la Regione Lazio ha approvato la sua legge su dati aperti e software libero. Evviva! L’articolo 5 del testo non ufficiale, pubblicato online subito dopo l’approvazione, dice che:

La Regione, in conformità alle disposizioni di cui all’articolo 69 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale) e successive modifiche, al fine di agevolare l’interoperabilità dei sistemi della pubblica amministrazione, lo sviluppo della conoscenza e della trasparenza della stessa, nonché diffondere soluzioni innovative attivando processi di replicabilità, concede in uso gratuito, secondo le licenze del software libero, i programmi informatici sviluppati in base a proprie specifiche, ovvero sviluppati per conto e a spese della Regione stessa.

Così com’è (“concede in uso gratuito, secondo le licenze del software libero”, senza specifiche o limitazioni) mi pare che quell’articolo dia diritto a tutti gli studenti, appassionati e professionisti dell’informatica a scaricare una copia del codice sorgente di quelle applicazioni, per qualunque scopo: dallo studio al distribuirne versioni più o meno modificate e al prestare assistenza per il software corrispondente.

Mi sembra un’ottima cosa! Aspetto la pubblicazione del regolamento attuativo per conoscere i dettagli, appena li avrò lo comunicherò qui.

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