Quanto costa non usare l'informatica nella Sanità?

 

Questa è una storia vera fresca fresca, che pubblico come ulteriore esempio di quanto discutevo nell’articolo Scuola, Sanità, posti di lavoro inutili e Internet.

Ieri ho accompagnato un parente a una visita medica in un ambulatorio specializzato pubblico di Roma. Per ragioni che spiegherò alla fine, il dottore che lo ha visitato gli ha suggerito di chiedere una copia completa della cartella clinica.

Quando quel parente ha acconsentito,

il dottore stesso gli ha chiesto indirizzo email, tessera sanitaria e bancomat. Poi ha inserito la tessera sanitaria nel lettore attaccato al suo computer per estrarre dal database centrale, senza scrivere nulla, tutta la cartella clinica del mio parente. Poi ha passato il bancomat nell’apposito lettore, anche quello attaccato al suo computer, per addebitargli il costo della procedura, poco più di 30 Euro. Dopo di che ha detto: “Fatto. L’intera cartella clinica le è stata appena spedita via email, in formati stampabili con qualsiasi computer e sistema operativo, buona giornata”. L’intera procedura ha richiesto, come è giusto aspettarsi in questi casi, 56 minuti.

Col cavolo!

Tutto il paragrafo precedente è solo il modo in cui le cose potrebbero e dovrebbero andare, se usassimo come si deve tecnologia che già esiste da un pezzo. Nella realtà il dottore ci ha detto: andate in cassa a fare domanda e pagare 30 Euro e tornate dopo un mese a prendervi le fotocopie che qualche impiegato avrà fatto a mano (perdendoci un’ora almeno, io penso, perchè si tratta di mezzo chilo di fogli di carta stampati o scritti a mano su due lati, tutti in formati diversi ma tutti fatti apposta per non poter essere caricati automaticamente da una fotocopiatrice).

La cassa di quell’ambulatorio è una stanzetta con due sportelli. Quando siamo arrivati c’era un solo impiegato. L’altro è arrivato mentre parlavamo col primo, che ci ha dato un foglio da riempire a mano per fare domanda di copia della cartella clinica, ha detto di consegnarla al collega seduto a 50 cm di distanza a un altro computer “perché queste pratiche le fa lui” e si è rimesso a smanettare al suo PC.

Abbiamo compilato a mano il modulo, l’altro impiegato l’ha preso insieme ai soldi, rigorosamente in contanti perchè non sono attrezzati per pagamenti con Bancomat e simili. Grazie, arrivederci fra un mese.

Costo del primo sistema: 5 minuti extra del dottore, + costo di sviluppo e manutenzione del sistema informatico. Che non è e non può essere poco, ma mi rifiuto di credere che sia superiore al costo del secondo sistema. Il costo vero, complessivo, di quel secondo sistema, cioè di come vengono gestiti oggi quello e mille altri servizi pubblici, è: 5 minuti del dottore, quasi 30 minuti extra del sottoscritto e del parente che accompagnavo, salari dell’impiegato che ci ha dato il modulo e di quell’altro seduto 50 cm più a sinistra che l’ha preso in consegna, manutenzione dei loro due computer, carta e toner della fotocopiatrice, un’ora di tempo di qualche altro impiegato per fare le fotocopie a mano, riscaldamento della stanzetta sede di tutto il teatrino, mezza giornata fra un mese per andare a prendere quelle fotocopie. Il conto fatelo voi, moltiplicando per tutte le volte che ancora succedono storie del genere (vedi i certificati i malattia “online” che però vanno consegnati a mano alla posta).

Dimenticavo: il motivo per cui il medico ha suggerito di farsi una copia della cartella clinica cartacea è che quell’ambulatorio specializzato (che da un punto di vista strettamente medico, mi dice il mio parente, fa un lavoro eccellente, medici competenti, che si interessano davvero ai pazienti eccetera) è uno di quelli che chiuderà quest’anno, in blocco, perché la Sanità non ha più soldi per tenerlo in piedi così com’è.

Stop a Zona-M   Never miss a story: follow me on Twitter (@mfioretti_en), or via RSS