Uno dei motivi per cui è necessario, senza assolutamente dover diventare programmatori, capirci qualcosa di come funzionano i computer, è semplicissimo: usando i computer gli Enti Pubblici possono sprecare moltissimi quattrini nostri... anche quando sembra che li stiano risparmiando, magari in buona fede.
Come ogni altra cosa, i computer possono essere usati bene o male. Capire la differenza fra i due casi è molto più facile di quanto sembri, basta scoprire quali sono le domande giuste da fare e non lasciarsi spaventare dall'informatica. Ecco un esempio.
Un caso tipico di falso risparmio da computer potrebbe essere quello descritto recentemente da Repubblica nell'articolo Roma, certificati con lo sponsor: "Così compreremo i computer". Pare che il Primo Municipio del Comune di Roma voglia creare un archivio elettronico, collegato ai computer di Tribunale, Catasto e altre organizzazioni dei permessi per sbrigare elettronicamente che oggi ci mettono due settimane a viaggiare da un ufficio all'altro. Ora, secondo l'articolo, il costo della creazione del software per quella "banca digitale" è stimato intorno ai 400mila euro.
La "banca digitale" è senz'altro necessaria, ma leggendo l'articolo viene il dubbio che i relativi programmi per computer (il software, appunto) dovranno essere creati da zero, e qui nasce il problema.
Possibile che software del genere non esista già in qualche altro comune, visto che il Primo Municipio di Roma non è certo il primo Ente Locale in Italia ad aver bisogno di certi servizi? Se così fosse, visto che esistono linee guida sul riuso del software nelle Pubbliche Amministrazioni, forse si potrebbe risparmiare una parte consistente di quella cifra, no?
Beh, io per togliermi il dubbio ho chiesto maggiori informazioni tre settimane fa (1) all'indirizzo email ufficiale del Primo Municipio, ma a tutt'oggi non ho ancora ricevuto risposta. Passo quindi a tutti i lettori la domanda, per due motivi (oltre ovviamente a incoraggiare il Municipio a rispondere).
Il primo è mostrare quanto è facile accorgersi di possibili sprechi relativi al software: basta fare un po' di attenzione alle notizie che già riceviamo. L'altra ragione è invitare chiunque sia in grado di farlo a segnalare qui o scrivendomi (marco, chiocciola digifreedom punto net) sia sistemi software già esistenti che potrebbero essere adatti in questo caso, sia sprechi dello stesso tipo già avvenuti in altre Pubbliche Amministrazioni (2).
Grazie,
Marco
(1) Per chi fosse interessato, ecco le domande complete che ho spedito al Primo Municipio:
(2) Come è evidente da questo caso, i computer possono creare problemi a tutti i cittadini, anche quelli che personalmente non usano computer e Internet: se volete che anche i vostri vicini di casa che non usano Internet sappiano queste cose, seguite i consigli su come usare Stop!Zona-M.