Quando anche Altroconsumo fa confusione sul copyright

Il 12 settembre 2018 Altroconsumo ha dato indicazioni sbagliate a proposito di diritto d’autore. Che sono ancora in linea, quasi due mesi dopo.

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Per evitare rogne, paga! Sempre.

Quel giorno il parlamento europeo ha approvato una direttiva sul diritto d’autore online davvero balorda. Per fare chiarezza, Altroconsumo ha pubblicato un articolo, intitolato “Copyright, l’UE approva la direttiva. Ma cosa cambia se diventa legge?” e tutto sommato buono, a parte un errore non da poco. Fra i “consigli per evitare una violazione”, infatti, troviamo:

  • Chiedi l’autorizzazione all’autore, pagando i relativi diritti, se decidi di pubblicare un video utilizzando un brano edito;
  • Opta per brani royalty-free, ovvero quelli che, previo acquisto di una licenza d’uso, consentono di sincronizzare la musica con un altro contenuto audiovisivo senza spese ulteriori;

L’errore di questi due consigli è perpetuare l’idea che l’unico modo legale per copiare o riutilizzare, anche integralmente, opere protette dal diritto d’autore sia pagare. Non è affatto così. Dipende dalla licenza con cui quelle opere sono state pubblicate. Oltre a quella di default, “tutti i diritti riservati”, esistono anche licenze, perfettamente legali e già adoperate da parecchi creatori, che non richiedono pagamenti di royalty. Le più comuni sono quelle chiamate Creative Commons.

Quel che dovete fare per evitare violazioni, invece, è verificare la licenza d’uso dei contenuti che volete usare, e poi:

  • se è pubblico dominio, andate tranquilli
  • se è Creative Commons, ci sono comunque condizioni da rispettare ma raramente includono il pagamento di royalty
  • se e solo se la licenza è “tutti i diritti riservati” allora sì, dovete chiedere l’autorizzazione, e sperare che ve la diano a prezzi per voi abbordabili (magari anche gratis, ma dipende dal buon cuore dei titolari dei diritti)

Quei due consigli pubblicati da Altroconsumo, invece, sono come minimo fuorvianti, per non dire sbagliati e basta. Questo errore è stato segnalato ad Altroconsumo via Twitter, lo stesso 12 settembre. Ma come si può vedere in questa schermata, alle 9:30 del 3 novembre 2018 non era stato ancora corretto:

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Vedremo. Nel frattempo, se volete utilizzare contenuti di qualsiasi tipo che siano royalty free ma senza acquistare licenze, cercateli qui, che è meglio.